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Euro

Olanda, è già Grecia - contagio

Primi dubbi sulla capacità del Paese di mantenere l'equilibrio di bilancio. E di restare al top del rating AAA

Una panoramica su un campo di tulipani con un mulino a vento in Olanda (Credits: Imagoeconomica)

Fra Amsterdam e Atene ci sono 2.165 chilometri. Ma la crisi ha accorciato fortemente le distanze. L’economia olandese, infatti, potrebbe essere trainata verso il basso dal risultato delle urne in Grecia. In anticipo su una stagione che potrebbe rivelarsi particolarmente difficile, Moody's ha rivisto al ribasso lo scorso venerdì i rating di cinque banche olandesi: Ing Bank, Abn Amro, Rabobank, LeasePlan Corporatione Sns Bank che, vista l’elevata esposizione con mutui e finanziamenti interbancari, scontano a loro volta il calo del prezzo degli immobili che nel primo trimestre dell’anno hanno perso il 4% e le previsioni guardano a un ulteriore -5% per il 2012.

Il risultato è che Rabobank ha perso due punti ed è passata a Aa2, mentre Ing Bank (l’unica con outlook negativo, mentre le previsioni per gli altri istituti di credito sono stabili), Abn Amro sono adesso considerate A2. I rating per Lease Plan e Sns Bank sono stati tagliati a Baa2.
Analoga sorte potrebbe toccare anche l’Olanda: le agenzie di rating, infatti, hanno iniziato a mettere in discussione la sua posizione privilegiata di Paese AAA, se non sarà in grado di pareggiare il bilancio, come previsto, entro il 2017. Un obiettivo da cui la separa un piano extra di aumenti fiscali o tagli di spesa da 25 miliardi di euro.

Il Governo di transizione, che ha sostituito una coalizione pro-austerity crollata nel mese di aprile, lasciando un vuoto politico e snervando i mercati che hanno a lungo visto il paese come una componente fondamentale del nucleo stabile della zona euro, si è opposta una tale mossa.

E l’economia inizia a mostrare le prime difficoltà. La Commissione Europea ha prospettato una contrazione del Pil dello 0,9% quest'anno, uno dei peggiori risultati nella zona euro. E i dati resi noti dall’Ufficio Centrale di Statistica, inoltre, certificano per il mese di aprile un calo dei consumi medio dell’8,7%, mentre i prezzi sono cresciuti del 2,1%. Le attività commerciali non alimentari hanno perso fino al 13%, con l’abbigliamento a -17%. Il rallentamento della spesa, una delle forze trainanti della ripresa, non è certo un buon segno, tanto che la disoccupazione potrebbe sfiorare il 6% il prossimo anno.

Cpb, l'ufficio nazionale di analisi della politica economica, aveva previsto che i Paesi Bassi sarebbero emersi dalla recessione a metà del 2012 e sarebbero cresciuti dello 0,75% nel 2013. Il deficit di bilancio, nel frattempo, sarebbe sceso al 2,9% della produzione economica, al di sotto cioè della soglia del 3% dell'Unione Europea.

Le previsioni, però, davano per scontato che la crisi nell’area euro sarebbe stata risolta, che il debito spagnolo e italiano non avrebbero avuto bisogno di ristrutturazioni e che il sistema bancario non avrebbe subito un’ulteriore impasse.

 Diversi fattori politici e finanziari ipotecano la salute dell’economia olandese e le sue possibilità di ripresa. In primo luogo, la debolezza del sistema bancario spagnolo, ma anche le differenti vedute dei leader europei e il risultato delle urne in Grecia.

In assenza di ulteriori misure fiscali, il deficit di bilancio dell’Olanda, secondo Cpb dovrebbe toccare il 2,6% del Pil nel 2017. In aprile, i partiti si sono accordati su un budget d’emergenza per ridurre il deficit sotto la soglia del 3% nel 2013 (rispetto al 3,8% di quest’anno) in modo tale da mantenere la tripla A. Ma con le elezioni in calendario per il 12 settembre, l’andamento politico del Paese appare incerto.

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