Nuovo Isee, come calcolarlo (se e quando ci sarà)

Fissati dal governo i criteri di reddito e patrimonio per accedere ai servizi sociali. Ma la loro approvazione resta in bilico, almeno fino alle elezioni

Forse slitterà a dopo le elezioni e verrà cambiato ancora. Ma il nuovo Isee (l'indicatore della situazione economica equivalente, ideato dal governo Monti) è ormai pronto ai nastri di partenza. Si tratta, per chi non lo conoscesse, di un parametro che esiste da diversi anni in Italia e che serve a calcolare il reale benessere delle famiglie, tenendo conto (oltre che dei redditi da lavoro) anche della situazione patrimioniale e finanziaria complessiva dei contribuenti (cioè degli immobili che possiedono o delle rendite da investimento che incassano ogni anno).

IL VECCHIO ISEE

Lo scopo dell'Isee è quello di scovare i finti poveri, che dichiarano redditi bassi al fisco e usufruiscono di particolari agevolazioni sociali, pur disponendo invece di un patrimonio consistente. Il governo Monti ha voluto rendere ancor più precisa e puntuale la misurazione questo parametro, proprio per intensificare la lotta ai fonti poveri. Tuttavia, le modifiche appena introdotte hanno incontrato l'opposizione della Conferenza Stato-Regioni (a causa del veto della Lombardia), che avrebbe dovuto dare invece un parere favorevole.

I FALSI POVERI IN ITALIA

Di conseguenza, il nuovo Isee (che doveva essere approvato dal consiglio dei ministri il 1° febbraio scorso) oggi è ancora in stand-by. Le contestazioni maggiori a questo nuovo indicatore derivano dagli effetti negativi che potrebbe avere su alcuni proprietari di case (che, con le nuove norme, rischiano di verdersi calcolato un reddito più alto e di perdere così diverse agevolazioni sociali). Prima di comprendere la ragione di queste critiche, è bene però capire i cambiamenti appena introdotti dal governo.

COME SI CALCOL.

Il meccanismo di calcolo del nuovo Isee è più o meno lo stesso in vigore fino al 2012. Il primo passaggio per i contribuenti consiste nel determinare l'Isr (Indicatore della situazione reddituale), che corrisponde alla somma dei redditi di tutti i componenti il nucleo familiare.

Dopo l'Isr, va calcolato l’Isp, cioè l'indicatore della situazione patrimoniale. Si tratta del valore complessivo dei fabbricati e dei terreni di proprietà della famiglia, da cui va sottratto quello dell'abitazione principale e il debito residuo di un eventuale mutuo. Nei valori patrimoniali vanno invece inclusi quelli degli investimenti finanziari posseduti (per esempio i titoli di stato, le azioni, i conti correnti o le quote di fondi comuni).

Dopo aver svolto tutte queste operazioni, viene calcolato l’Ise (indicatore della sitiuazione economica), che si ottiene sommando l'Isr più il 20% dell’Isp. Infine, l'ultimo passaggio è il calcolo dell'Isee (l'indicatore della situazione economica equivalente), che si ricava “aggiustando” l'Ise con un parametro variabile in base alla grandezza del nucleo familiare. Maggiore è il numero dei componenti, più basso è il valore dell'Isee.

LE NOVITA' DI QUEST'ANNO.

A partire dal 2013, però, il governo Monti ha voluto un po' cambiare le regole. Innanzitutto, i coniugi che hanno residenze diverse saranno considerati comunque appartenenti allo stesso nucleo familiare, per evitare un aggiramento delle norme. Alcuni contribuenti sposati, infatti, potrebbero effettuare un cambio di residenza per poter dichiarare un reddito Isee più basso.

Inoltre, nell'Isee 2013 sono state introdotti ulteriori sgravi reddituali per chi deve pagare delle rate di affitto e per chi ha delle famiglie numerose. Si tratta  di un cambiamento che porterà indubbi benefici a molti italiani. Secondo i calcoli dei Caf (centri di assistenza fiscale) delle Acli, una famiglia di coniugi con due figli a carico che guadagna 39mila euro all'anno, che ha una casa di proprietà con rendita cataste di 600 euro all'anno e un mutuo sulle spalle di 100mila euro, vedrà il proprio reddito Isee scendere di circa 2mila euro (da 12.700 a 10.700 euro).

A perderci saranno però altri contribuenti, in particolare quelli con una casa di proprietà, senza mutuo da pagare e senza figli a carico. Con i nuovi criteri per il calcolo dell'Isee voluti dal governo, il valore del patrimonio immobiliare delle famiglie verrà infatti calcolato con le rendite catastali rivalutate del 60% rispetto al 2012, già previste per l'Imu. I proprietari di case, dunque, saranno penalizzati. Sempre secondo le sitime dei Caf-Acli, un pensionato con un reddito  irpef di appena 6.500 euro, un capitale risparmiato di 15mila euro e una casa di proiprietà con una rendita catastale di 480 euro all'anno, vedrà lievitare il proprio Isee da 7.300 a 16.400 euro. Il che, comporta il superamento della soglia di 15mila euro di reddito, al di sotto della quale sono previste molte agevolazioni sociali.

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