Economia

Moody's boccia i titoli di Stato italiani. L'ennesima goccia in un mare di cattive notizie

I nostri Btp declassati da A3 a Baa2. Vicini alla "spazzatura". Troppa incertezza. Politica ed economica

Moody's,rischio contagio Grecia e Spagna

Ci mancava anche Moody's, l'agenzia di rating che nella notte ha bocciato i nostri titoli di Stato classificandoli come poco sicuri. Anzi, molto meno sicuri che in passato. Quasi "spazzatura". Un giudizio che espresso in gergo tecnico significa scivolare da un voto A3 a un voto Baa2. Con una previsione (outlook) negativa.

Il motivo? Il Governo italiano ha messo in campo "un programma di riforme che ha le potenzialità per migliorare notevolmente la crescita e le prospettive di bilancio", ma la recessione, l'erosione degli investimenti esteri in Italia, il rischio contagio dalla Grecia e dalla Spagna, il clima politico teso e le prospettive economiche del breve termine sono ancora un rischio troppo alto".

Una bella batosta per l'Italia, che arriva oltretutto nello stesso giorno in cui sono stati collocati 7,5 miliardi di titoli di Stato a un anno con un rendimento migliore rispetto alle ultime aste (2,697% dal 3,972%), più basso e quindi indicativo di un minor rischio-Paese percepito dagli investitori.
Ma da oggi, probabilmente, sarà tutto da rifare.

Anche perché le prospettive economiche non sono affatto rosee. Ieri, mentre il presidente del Consiglio Mario Monti volava verso la Allen Conference di Sun Valley in Idaho (Usa), Confindustria tornava a snocciolare i suoi dati. Peggiori delle previsioni. Il prodotto interno lordo italiano scenderà del 2,4%, ha comunicato il Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi.

Nelle stesse ore il neo ministro all'Economia Vittorio Grilli chiariva come per evitare l'aumento dell'Iva nel 2013 occorrono altri 6 miliardi.
Ma c'è di più. Questi dati si inseriscono nel più generale contesto europeo e sempre ieri la Bce nel suo bollettino mensile ha ricordato come la ripresa della zona euro sarà smorzata dalla tensioni dei debiti dei singoli Stati e dal loro impatto sulle "condizioni del credito". Come dire: la solidità delle banche è un fattore chiave per agevolare "un'adeguata offerta di credito all'economia" e "normalizzare i canali di finanziamento".

Nel panorama generale, l'annuncio di Moody's non fa certo bene. È l'ennesima batosta in un contesto certo non felice. La ripresa è ancora lontana.

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