Tasse

Tasse , ecco come Renzi vuole cambiare 730 e Modello Unico

Allo studio una serie di semplificazioni e la possibilità di ricevere a casa una dichiarazione già precompilata

– Credits: Imagoeconomica

“Sono convinto che il presidente del Consiglio abbia davvero intenzione di intervenire per riformare i criteri di compilazione delle dichiarazioni dei redditi”. E’ un cauto ottimismo quello che esprime Alessandro Cotto, amministratore delegato del Centro studi Eutekne, un think tank di commercialisti che guarda dunque con grande interesse agli ultimi annunci del premier in tema di fisco. “D’altronde  – continua Cotto – la richiesta di semplificazioni per quanto riguarda Modello Unico e 730, non arriva solo dai cittadini, ma anche da noi commercialisti, perché il livello delle complicazioni con cui dobbiamo fare i conti, e che tra l’altro prevede oneri impliciti non trascurabili, è diventato ormai insopportabile”.

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Ma se queste dunque sono le premesse, quali sono le modifiche che praticamente Renzi potrà introdurre? “Per quanto riguarda il Modello Unico, che il premier in questi giorni ha chiamato ancora 740 – evidenzia Cotto – non è di certo immaginabile una vera e propria abolizione. Si potrebbero però finalmente far funzionare meglio le banche dati dello Stato, evitando così di dover fornire ogni volta informazioni che la macchina burocratica già possiede”. Una semplificazione dunque non da poco, se si pensa che in merito, in realtà una legge che impedisce ad un pubblico ufficiale di richiedere al cittadino dati di cui già dovrebbe essere in possesso, esiste già, ma ovviamente, come spesso accade, non viene fatta funzionare.

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“Anche per il 730 poi si potrebbe applicare un criterio analogo – continua l’ad di Eutekne -. In questo caso si potrebbe arrivare in effetti ad un modello precompilato che giunge a casa di lavoratori dipendenti e pensionati, con tutti i dati noti già stampati”. Detto tutto ciò, immaginare ulteriori semplificazioni diventa però più complicato. “Pensare a dichiarazioni già complete in ogni parte è del tutto inverosimile. Esistono infatti una serie di spese deducibili e detrazioni di cui lo Stato difficilmente può essere informato. Penso ad esempio alle spese mediche, oppure a quelle, di strettissima attualità, legate alle ristrutturazioni edilizie che bisognerà quindi comunque aggiungere di mano propria”. Insomma, semplificare e tanto si può, pensare però a modelli unici e 730 completamente automatizzati è pura fantascienza. Piuttosto potremo trovarci di fronte a dichiarazioni che necessiteranno di opportune  integrazioni: ma sarebbe comunque già un bel passo avanti.

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“Anche perché – spiega ancora Cotto – spesso il problema vero non è compilare un rigo della dichiarazione dei redditi, ma sapere esattamente cosa ciò implica da un punto vista legale e legislativo. Non esagero se dico che spesso per barrare correttamente una casella, bisogna aver letto 60-70 circolari dell’amministrazione fiscale”. Caso emblematico in questo senso, sono ancora una volta le già citate ristrutturazioni edilizie. “Sull’argomento – chiosa ironicamente Cotto – c’è stato un decreto, una proroga, e poi circolari dell’Agenzia delle Entrate e a seguire ulteriori chiarimenti in merito. Insomma, una mole di leggi e regolamenti davvero impressionante”. Di fronte a questo scenario immaginare almeno una possibile parziale semplificazione del sistema è dunque più che auspicabile. “Noi commercialisti, come detto, ci crediamo, – conclude Cotto – e speriamo che Renzi riesca a stupirci positivamente”.

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