Economia

Libia, la Task force Italia si prepara all'affare

Dopo la vittoria dei moderati alle elezioni, gli imprenditori italiani si preparano agli investimenti in costruzioni, meccanica ed energia

Le ultime elezioni in Libia, le prime dopo la dittatura di Gheddafi (Credits: LaPresse)

La vittoria della coalizione moderata di Mahmud Jibril (già premier del Consiglio nazionale transitorio) alle elezioni libiche è una buona notizia per le imprese italiane. Dopo mesi trascorsi a tessere faticosamente contatti con i governanti del dopo Gheddafi sarebbe stato disarmante dover ricominciare tutto daccapo. Il fatto che gli interlocutori resteranno fondamentalmente gli stessi, invece, faciliterà le iniziative già avviate fra le due sponde del Mediterraneo. Una in particolare: l’istituzione, per la prima volta nella storia, di collegamenti marittimi diretti per il trasferimento delle merci, che è ormai solo questione di qualche mese.

I futuri rapporti economici fra l’Italia e il paese nordafricano avranno infatti un’importanza strategica non solo in chiave di approvvigionamenti petroliferi (l’aspetto più celebrato di questa relazione) ma anche su un piano strettamente industriale che non viene abbastanza considerato: la ricostruzione della Libia offre uno sbocco produttivo importante a decine e forse centinaia di piccole e medie imprese italiane delle costruzioni, dell’impiantistica, della meccanica, solo per citare i settori più importanti, oggi alle prese con la necessità di esportare per sottrarsi alla interminabile stagnazione del mercato interno.

È dunque interesse vitale di tutta l’economia difendere la relazione privilegiata che l’Italia ha costruito nei decenni con Tripoli ed è stata messa in discussione nell’ultimo anno dall’intraprendenza dei nostri partner europei, a partire dalla Francia.
Contemporaneamente ai primi timidi passi del governo (che organizzò una missione lampo a Tripoli a gennaio) si è organizzato per questo un consorzio privato chiamato Task force del Nordest per la ricostruzione della Libia, che ha ben presto superato le 100 imprese associate. Da allora l’incertezza della situazione politica libica ha rallentato molte iniziative, anche perché fino alla fine si riteneva possibile un rinvio del voto a dopo l’estate. Ma ora che le elezioni si sono svolte in modo pacifico tutto si rimetterà in movimento.

Il primo frutto tangibile di questa nuova fase dovrebbe arrivare sul versante dei collegamenti marittimi per il trasporto merci: fra settembre e ottobre è fissato l’avvio delle linee Venezia-Tripoli e Venezia-Bengasi-Misurata, allestite da due diversi armatori veneti. “Per la prima volta” dice a Panorama.it il presidente della Task Force Arduino Paniccia “le imprese del nord est avranno a disposizione linee dirette verso la Libia. E per completare il discorso stiamo esaminando anche la possibilità di collegamenti aerei dall’aeroporto Marco Polo”.

Altre iniziative che potrebbero maturare rapidamente (sempre sul fronte delle piccole e medie imprese, perché i grandi come Eni o Finmeccanica fanno da sé), pare riguardino riguardano la costruzione di un nuovo ospedale a Derna, nella Cirenaica e i restauri archeologici dell’antica Cirene. Ma per fare le cose in grande ci vuole l’azione del governo, anche perché fra Italia e Libia c’è un contenzioso di diversi miliardi di euro riguardante da un lato gli investimenti di Gheddafi nelle grandi società italiane e dall’altro i crediti delle nostre imprese in Libia congelati allo scoppio della rivoluzione.

E qui entra in campo la forza della diplomazia. "I governanti della nuova Libia" osserva ancora Paniccia "hanno bisogno anche di riconoscimenti formali. Perché il governo non mette un po’ più di enfasi in questo rapporto? Dire pubblicamente che quel paese è per noi strategico, che il nostro ponte per tutta l’Africa sarebbe di aiuto e non costerebbe niente. Anche perché è la verità". Il presidente della Task Force ne ha parlato qualche giorno fa con il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera ricevendone l’assicurazione che il tema è seguito attentamente dal governo. I prossimi mesi diranno con quanta efficacia.
 

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