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Le startup risolvono i problemi quotidiani. Ecco come

Grazie a Tumml, permettono di condividere un taxi, iscrivere i figli a scuola e fare beneficenza

(Credits: Chip Somodevilla/Getty Images)

Gli incubatori di startup si sono sempre rivelati utilissimi ad aiutare gli addetti ai lavoro a sviluppare nuove idee e a realizzarle. Purtroppo, però, questi contesti iper-stimolanti tendono ad essere settoriali, e fino a oggi quasi nessuno sembrava particolarmente interessato a utilizzare tecnologie all'avanguardia per affrontare i problemi più comuni: la condivisione di un taxi, l'iscrizione di un figlio a scuola, la beneficenza, eccetera. Poi, per fortuna, nel 2012 è nato Tumml , un incubatore che, spiega Forbes, ha dimostrato in poco tempo come le startup possano cambiare la vita quotidiana di tutti, sotto ogni punto di vista.

Fondato come progetto non-profit sostenuto da due studentesse del MIT, Clara Brenner e Julia Lein, Tumml ha ottenuto ottimi risultati così in fretta essenzialmente perché ha potuto reinvestire in nuove startup i guadagni ottenuti grazie al successo dei primi progetti. Eccone due:

Corral: promuove il ridesharing, senza pretendere che i potenziali clienti si mettano d'accordo prima di salire in macchina. Ma permettendo all'autista di raccogliere più persone durante il tragitto.

Handup: permette a chi vuole offrire soldi (e non solo) in beneficenza di farlo direttamente, effettuando la donazione via sms. Con grande soddisfazione per chi riceve il dono, e anche per chi lo invia, dato che annullando la necessità dell'intermediazione la cifra viene trasferita senza alcuna decurtazione.

L'articolo integrale: Can Tech Startups Solve Serious Urban Problems? These Companies Think So

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