Lavoro

Lavoro e legge di stabilità: lo sconto fiscale sui premi di produzione

ll governo stanzia 1,6 miliardi per detassare i salari di produttività. Ma, a ben guardare, non inventa nulla di nuovo

Il presidente del consiglio, Mario Monti, con i ministri Passera e Fornero (Credits:Ettore Ferrari/Ansa)

Più di un miliardo e mezzo in 2 anni, tra il 2013 e il 2014. Finalmente il governo ha deciso di mettere sul piatto un po' di risorse per stimolare la produttività del lavoro. Con la nuova legge di stabilità, è in arrivo infatti uno sconto fiscale per i premi di produzione: i salari straordinari concessi dalle aziende ai dipendenti, in qualità di “gratifica” per i risultati ottenuti a fine anno, saranno infatti soggetti a un prelievo dell'irpef (imposta sui redditi delle persone fisiche) di appena il 10%, un'aliquota ben più bassa di quella a carico dei  redditi ordinari (che oggi parte da un minimo del 23%).

LA LEGGE DI STABILITA' IN SINTESI

LO SCONTO DI TREMONTI.

A ben guardare, non si tratta affatto di una novità. La detassazione dei premi produttivi esiste infatti già da tempo nel nostro paese. E' stata introdotta dal governo Berlusconi e dall'ex-ministro dell'economia, Giulio Tremonti ,  che ha dovuto però renderla molto meno generosa nel 2011, a causa dei vicoli di bilancio imposti all'Italia dall'Europa.

IL PROBLEMA DELLA SCARSA PRODUTTIVITA' IN ITALIA

Nello specifico, fino 2 anni fa esisteva una tassazione ridotta del 10% per tutti i premi di produzione che non superavano i 6mila euro, percepiti dai lavoratori con un reddito annuo inferiore a 40mila euro. Nel 2012, con la  legge di stabilità approvata l'anno precedente dal governo Berlusconi, lo sconto fiscale ha subito un consistente ridimensionamento: la tassazione ridotta al 10% è stata infatti circoscritta soltanto ai premi di produzione che non superavano i 2.400 euro, percepiti dai dipendenti con un reddito annuo inferiore a 30mila euro.

LE PROMESSE DI MONTI.

L'attuale governo, dunque, non si è inventato nulla di nuovo. Più semplicemente, mette oggi sul piatto un po' di risorse per incentivare i premi di produzione anche nel prossimo anno, con una novità: il tetto per gli sconti fiscali, secondo quanto emergerebbe dalla bozza della legge di stabilità, viene un po' innalzato, poiché la tassazione ridotta sarà probabilmente applicata nel 2013 su tutti i premi salariali fino ad almeno 3mila euro (contro i 2.400 euro dell'anno precedente). Il tutto, con un costo complessivo per le casse dello stato di oltre 1 miliardo di euro nel 2013 e di circa la metà nel 2014.

A dire il vero, l'impegno del governo sulla produttività è per il momento soltanto una promessa. Gli incentivi dovranno infatti essere messi a punto con un apposito regolamento, che verrà emanato entro il 15 gennaio del 2013. Se la scadenza non verrà rispettata, le risorse disponibili saranno comunque utilizzate per la riduzione del cuneo fiscale , cioè il divario (molto alto in Italia) tra il costo del lavoro lordo e il salario netto percepito dai dipendenti delle aziende.

La promessa del governo, benché ancora sulla carta, è tuttavia uno stimolo positivo importante per l'attuale confronto tra le parti sociali sulla produttività, che ripartirà stasera. Sindacati e Confindustria si incontreranno infatti alle 20 per un negoziato ormai giunto alle strette finali e che ha, come posta in gioco, proprio il tema dei premi salariali. L'obiettivo è di  stimolare la competitività del sistema-Italia rafforzando i contratti di lavoro stipulati nelle singole aziende (come auspicato dal governo) e rendendo meno vincolante la contrattazione collettiva nazionale. In questo modo, in parecchie imprese avrebbero maggiore spazio gli incentivi alla produzione, che beneficeranno poi degli sconti fiscali del governo.

IL CONFRONTO TRA LE PARTI SOCIALI SULLA PRODUTTIVITA'

COME FUNZIONANO I CONTRATTI DI LAVORO ALL'ESTERO

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