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It Forum: i gestori dei fondi sono ottimisti, ma i trader temono la bolla speculativa

Alla manifestazione di Rimini sulla finanza, diversità di vedute tra gli esperti delle case di gestione e gli investitori privati

I padiglioni dell'It Forum a Rimini (Credits:Ufficio stampa It Forum)

Ottimismo tra i gestori dei fondi, ma timori nel popolo dei trader per il rischio di una bolla speculativa. Si può riassumere così il sentiment della comunità finanziaria che è emerso nell'edizione 2013 dell'It Forum , la fiera dedicata al mondo degli investimenti, che si è svolta a Rimini il 23 e 24 maggio.

IT FORUM 2013

Gli esperti delle case d'investimento guardano ancora con attenzione al settore azionario, benché i principali indici mondiali, da Tokyo a Wall Steet fino al Dax di Francoforte, siano ormai da settimane attorno ai massimi storici. Ben diverso è invece il parere di non pochi trader indipendenti, cioè gli investitori che hanno affollato nei giorni scorsi i padiglioni della manifestazione di Rimini, nella consueta sede del Palacongressi. Secondo diversi operatori, oggi sui mercati c'è una situazione di ipercomprato, che in gergo tecnico significa una chiara sopravvalutazione dei listini. La pensa così anche Gianluigi Raimondi, co-fondatore assieme a Massimiliano Malandra del sito di analisi indipendente Finanzaoperativa.com .

L'IT FORUM E IL POPOLO DEI TRADER

Per Raimondi, una grossa correzione delle borse internazionali potrebbe esserci molto prima del previsto, cioè entro l'estate, come hanno dimostrato alcune avvisaglie giunte da Tokyo la scorsa settimana, quando l'indice nipponico ha subito un tonfo di ben il 7% nell'arco di una sola giornata. Di conseguenza, il consiglio di Raimondi è ora di mettere in cantiere delle strategie short sui mercati, cioè scommettere su un imminente ribasso. Per chi non è in grado di attuarle (visto che necessitano di tecniche abbastanza sofisticate, adatte agli investitori professionisti) il suggerimento del fondatore di Finanzaoperativa è di iniettare nel portafoglio una buona dose di liquidità.

L'OTTIMISMO DEGLI ANALISTI

Eppure, a sentire i gestori dei fondi d'investimento, il quadro dei mercati finanziari è ben diverso da quello appena descritto, soprattutto per chi si pone un obiettivo di rendimento nel medio e lungo termine, cioè in un arco di tempo superiore a 12 mesi. Agli esperti delle case d'investimento, infatti, piacciono ancora le azioni, poiché i prezzi di molti titoli obbligazionari sono troppo cari e hanno margini di crescita limitati. Il ragionamento dei gestori, a grandi linee, è più o meno questo: visto che sui mercati c'è molta liquidità a disposizione, grazie anche alle politiche accomodanti delle banche centrali, nei prossimi mesi (e nei prossimi anni) molti investitori continueranno a puntare sulle azioni, che sono scambiate a un valore relativamente più conveniente rispetto ai bond.

“Parecchie obbligazioni a tasso fisso, in particolare quelle emesse da società private, oggi garantiscono un rendimento al netto dell'inflazione molto basso, cioè non superiore all'1% annuo o addirittura negativo”, dice Alessandro Baldin, amministratore delegato di Azimut Capital Management, il quale sottolinea un altro aspetto importante: ci sono dei titoli azionari, per esempio quelli del settore farmaceutico o del comparto alimentare come Nestlé, le cui azioni offrono offrono invece una remunerazione sotto forma di dividendi superiore di almeno 2 o 3 punti percentuali, rispetto al rendimento dei bond collocati dalle stesse società. Per questo, secondo i gestori, il settore azionario è interessante.

Vittorio Gaudio, amministratore delegato di Mediolanum Gestione Fondi, guarda ancora con interesse proprio alle azioni ad elevato dividendo, che hanno buone chance di rimanere appetibili sul mercato. Baldin e Gaudio invitano però anche a non trascurare i titoli ciclici, come quelli del comparto industriale, che possono beneficiare in futuro dell'arrivo della ripresa economica. Bruno Rovelli, responsabile dell'Investment Advisory di Blackrock, preferisce invece le azioni dividend grower, cioè i titoli con dividendi in costante crescita nel tempo. Per chi vuole comunque mantenere il proprio portafoglio investito anche in bond, il consiglio di Luca Felli, responsabile investimenti obbligazionari e valute di Anima, è di non voltare le spalle ai titoli di stato dei cosiddetti paesi periferici, compresa l'Italia, almeno quelli di media scadenza che rendono attorno al 4% annuo e sono ancora appetibili sul mercato.

LE INCOGNITE PER I MERCATI

Un punto interrogativo, rimasto aperto nell'edizione 2013 dell'It Forum riguarda invece l'andamento del prezzo dell'oro. Nella prima parte dell'anno, a dispetto delle previsioni di molti esperti, le quotazioni del metallo giallo hanno subito un tonfo, scendendo da 1.600 dollari all'oncia fino ai circa 1.400 dollari attuali. Massimo Siano, responsabile per il mercato francese e italiano di Etf Securrities, non esclude un ulteriore ribasso fino a 1.000 dollari, che potrebbe interrompersi soltanto se riprenderanno gli acquisti di oro sui mercati emergenti come la Cina e l'India. Nel breve periodo, insomma, per Siano il metallo giallo non dovrebbe brillare molto. Nel medio e lungo termine, però, per il manager di Etf Securities l'oro resta comunque un bene-rifugio irrinunciabile, soprattutto per chi non si fida di questa euforia delle borse che, se confrontata con i dati poco esaltanti dell'economia reale, fa pensare davvero al ritorno di una bolla speculativa.

L'EDIZIONE 2012 DELL'IT FORUM

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