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It Forum: il tonfo delle borse e l'ottimismo degli analisti tecnici

Listini oggi in picchiata dopo un lungo ciclo positivo. Ma, per gli esperti, i rialzi non sono finiti

Un grafico che mostra l'andamento degli indici di borsa (credits: Franco Silvi/Ansa)

Un tonfo di 7 punti percentuali per Tokyo e un calo di circa 3 punti per Milano. E' l'andamento odierno delle principali borse internazionali, che fa pensare purtroppo alla fine di un lungo ciclo di rialzi, durante il quale molti listini (compresi quelli di Piazza Affari) hanno guadagnato il 30% nell'arco dell'ultimo anno.

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Nonostante il crollo di oggi, tuttavia, per adesso non si vedono ancora i segnali di una decisa inversione di tendenza. Questa, almeno, è l'opinione espressa oggi all'It Forum di Rimini da diversi analisti tecnici. Si tratta, per chi non li conoscesse ancora, di esperti dei mercati finanziari che analizzano l'andamento dei listini con un metodo “tutto particolare”: osservano cioè le performance passate degli indici, per prevedere poi i trend del futuro, partendo dall'assunto che i comportamenti degli investitori, bene o male, si ripetono ciclicamente nel tempo. Dunque, se le borse hanno imboccato con decisione un trend positivo di lungo periodo, come sembrano aver fatto negli ultimi mesi, per gli analisti tecnici è difficile che si fermino in breve tempo, anche se magari hanno corso un po' troppo, in rapporto ai fondamentali di bilancio e alle prospettive delle società quotate.

Per ogni titolo o indice, ci sono infatti dei livelli di quotazione che in gergo tecnico si chiamano supporti e resistenze, attorno ai quali si concentrano solitamente gli acquisti (nel caso dei supporti) o le vendite degli investitori (nel caso delle resistenze). Dunque, se un indice o un azione oltrepassano un determinato livello di supporto, è probabile che non tornino indietro per un po' di tempo, sostenuti da una consistente domanda sul mercato. Sul fronte opposto, quando un titolo o un listino scendono sotto determinate resistenze, c'è invece il segnale dell'inizio di un trend negativo.

Questa tendenza ribassista, però, per gli esperti non è ancora iniziata, nonostante il tonfo di oggi. La pensa così Maurizio Milano, responsabile dell'analisi tecnica del Gruppo Banca Sella : “I principali indici statunitensi come il Dow Jones o l'S&P 500 oggi sono attorno ai massimi storici”, dice Milano, “ma si trovano comunque su livelli lievemente superiori a quelli toccati nell'ottobre del 2007, prima della crisi finanziaria, o a nel marzo del 2000, ai tempi della bolla speculativa dei titoli tecnologici”. Inoltre, l'analista di Banca Sella ricorda che l'indice Nasdaq Composite (che raggruppa le più importanti azioni hi-tech di Wall Street) è ben lontano dai massimi storici toccati 13 anni fa. Ci sono dunque ulteriori margini di rialzo che fanno ben sperare per il futuro, soprattutto se l'indice S&P 500, che raggruppa le più importanti azioni statunitensi, rimarrà sopra il livello di supporto di 1.500 punti (la quotazione attuale è di 1.640 circa).

Un po' più articolato è invece il giudizio di Milano sul listino giapponese Nikkei, che oggi ha avuto un vero e proprio crollo, dopo una lunga fase di rialzi (+80% nell'ultimo anno). Per l'indice nipponico, che è ancora su livelli inferiori di circa il 60% rispetto al massimo storico raggiunto nel lontanissimo 1989, potrebbe aprirsi un ciclo positivo se vi fosse la rottura della resistenza di 18mila punti (rispetto ai 14.500 di oggi) mentre una discesa delle quotazioni sotto la quota di 11.400 punti segnerebbe, al contrario, l'avvio ciclo ribassista.

Per Piazza Affari, invece, Milano intravede la possibilità dell'inizio di un trend positivo (sempre dal punto di vista dell'analisi tecnica) se l'indice Ftse Mib (che oggi è attorno ai 17mila punti), supererà le soglie di resistenza di 18mila o 20mila punti. Un'ipotesi, questa, che non viene esclusa affatto da Maurizio Mazziero, fondatore dell'omonima società di ricerca finanziaria indipendente e membro della Siat (Società italiana di analisi tecnica). Mazziero ritiene infatti che, tra tutte le borse europee, quella italiana possa essere la sorpresa positiva del 2013. Pur avendo recuperato quasi il 30% nell'ultimo anno, infatti, il Ftse Mib registra ancora un calo di circa il 50% rispetto ai massimi toccati nel 2007.

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