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Economia

Inps e quattordicesime: cara Fornero, ai rimborsi a rate la legge dice no

Il ministro del welfare chiede all'Istituto della previdenza di farsi restituire gli assegni del 2009 in più di 12 rate. Ma un provvedimento del 2001 fissa dei paletti ben precisi

Il ministro del welfare, Elsa Fornero (Credits: Mauro Scrobogna/Ansa

Un piano di rimborsi a rate, il più lungo possibile. E' la richiesta avanzata oggi all'Inps dal ministro del welfare, Elsa Fornero , sul problema delle quattordicesime, cioè gli assegni pensionistici straordinari erogati ogni anno agli italiani con redditi bassi. Ben 200mila pensionati che hanno incassato i soldi nel 2009 non ne avevano diritto e dovranno presto restituirli, quasi sicuramente a rate, all'istituto nazionale della previdenza.

ECCO PERCHE' L'INPS RIVUOLE INDIETRO GLI ASSEGNI

Come ha messo in evidenza la stessa Fornero, già in passato si sono verificati casi analoghi (nel 2011, per esempio, furono 180mila) e l'Inps ha sempre richiesto indietro i soldi, puntuale come un orologio, addebitandoli sugli assegni di pensione e spalmandoli di solito su 4 mensilità. Quest'anno, in seguito a molte proteste, l'istituto previdenziale ha deciso di chiudere un occhio e dilazionare la restituzione rateale nell'arco di 12 mesi.

RIMBORSO LUNGO.

“Visto che  viviamo momenti difficili e i pensionati sono la parte più debole della società,  ho chiesto all'istituto della previdenza se era possibile diluire ancora di più i rimborsi”, ha detto oggi il ministro del welfare, parlando in un question time alla Camera, promosso dal deputato Cesare Damiano del Partito Democratico. “Da parte del governo c'è sensibilità  e impegno”, ha aggiunto poi la Fornero.

CHI DOVRA' RIMBORSARE GLI ASSEGNI INPS E CHI NO

COSA DICE LA LEGGE.

A ben guardare, però, l'Inps non può stabilire liberamente il modo in cui gli assegni non dovuti devono essere rimborsati dai contribuenti. Le procedure sono infatti regolate da una legge dello stato che risale a oltre 10 anni fa: la n.448 del 2001, che fissa dei paletti ben precisi. In particolare, il piano di riscossione dell'Inps può raggiungere una lunghezza massima di 24 mesi, mentre la rata di addebito non può oltrepassare mai un importo pari a un quinto della pensione mensile percepita dal contribuente. Se viene superata la soglia di un quinto, allora il piano di rimborso può anche essere allungato oltre i 24 mesi, per rendere le rate più leggere. Questo dice la legge e, da queste regole, non si scappa. Esempio: se un pensionato prende una pensione di 700 euro al mese deve restituire qualche assegno a cui non aveva diritto, la trattenuta sulla sua rendita non può essere più alta di 140 euro (700 euro diviso 5).

COSA POTREBBE ACCADERE.

Considerando che l'importo delle quattordicesime è compreso tra 300 e 500 euro circa, con un addebito in 12 rate i pensionati dovranno dunque restituire all'Inps tra i 25 e i 42 euro al mese . Se invece il rimborso avverrà in 24 rate, l'addebito mensile sarà compreso tra 12 e 21 euro circa. Si tratta, in entrambi i casi, di piccoli importi che rispettano i limiti previsti dalla legge. Se verrà concessa una rateazione più lunga di un anno, però, il problema delle quattordicesime verrebbe soltanto rimandato nel tempo e non certo risolto in maniera efficace. Nel 2012, infatti, i pensionati dovranno restituire gli assegni percepiti indebitamente nel 2009, ovvero 36 mesi fa. La stessa situazione, però, si riproporrà nel 2013, quando dovranno essere date indietro (da chi non ne aveva diritto) le quattordicesime del 2010. Dunque, con un piano di rimborso a 24 mesi,c'è il rischio concreto che nei prossimi anni alcuni contribuenti si trovino a pagare ben due rate all'Inps: quella per restituire la quattordicesima del 2009 e quella per ridare indietro i soldi del 2010, con una sovrapposizione degli addebiti.

CONTROLLI PIU' SPEDITI.

Le vicende di questi giorni, hanno infatti dimostrato che l'Inps effettua i controlli sui redditi dei pensionati con un certo ritardo rispetto alla data di erogazione delle rendite. In altre parole, l'istituto della previdenza verifica se i contribuenti avevano diritto o meno all'assegno straordinario di pensione, ben 36 mesi dopo averlo liquidato. Piuttosto che allungare il più possibile rate di rimborso, dunque, sarebbe meglio che le verifiche sui redditi dei pensionati fossero un po' più spedite, per evitare brutte sorprese a molti italiani, Anche la Fornero, del resto, ha rilevato oggi la necessità di accelerare le procedure di controllo dell'Inps. Ora, la speranza è che il suo appello venga ascoltato e non si perda nei meandri della burocrazia.

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