Economia

Inghilterra: ora Cameron deve fare i conti con la recessione

Prodotto interno lordo in calo dello 0,7%. La situzione è la peggiore degli ultimi 30 anni: il 75% dell’economia ha il segno meno

Il Primo Ministro britannico George Osborne in visita a un cantiere a Londra poche ore prima della comunicazione dei disastrosi dati del secondo trimestre (AP Photo/Stefan Rousseau/PA Wire)

Gli analisti della City non se lo aspettavano: il Pil nel secondo trimestre ha ceduto lo 0,7% contro il -0,2% delle previsioni. I media britannici hanno parlato di “collasso” e di “catastrofe”: gli ultimi dati, infatti sono tre volte più negativi rispetto alle attese. La flessione, inoltre, segue il -0,3% del primo trimestre e il -0,4% degli ultimi tre mesi del 2011.

Il settore edilizio ha perso il 5,2% nei primi sei mesi dell’anno, la produzione industriale ha segnato -1,3% e i servizi -0,1%. In pratica il 75% dell’economia ha il segno meno. Risultato: l’economia, adesso, è più piccola dello 0,8% rispetto al secondo trimestre del 2011. Ma la cosa peggiore è che questi dati confermano una ricaduta nella recessione, come non avveniva da oltre trent’anni a questa parte, quando - con la crisi del petrolio degli anni Settanta – il Paese si è trovato a fare i conti con un’inflazione al 26% e con una crescente disoccupazione.

Adesso, dicono i dati dell’Ufficio Nazionale di Statistica, la recessione continua e si fa più forte e il pericolo del downgrading più vicino. In cinque degli ultimi sette trimestri, l’economia ha avuto il segno meno, cosa che fa della Gran Bretagna il Paese con la peggior performance fra i membri del G8, dopo l’Italia.

Sotto pressione, il Primo Ministro George Osborne difende l’operato del proprio Governo, argomentando che sono stati creati 800 mila posti di lavoro e che il deficit ereditato è stato tagliato del 25%. Osbone, dunque, punta il dito contro la crisi nell’Eurozona.

La speranza, a questo punto, è che le Olimpiadi e un rimbalzo della produzione, che a giugno ha scontato le festività per il Giubileo della Regina, riescano a trainare il Paese fuori dalla recessione. La Banca d’Inghilterra, intanto, ha annunciato l’intenzione di espandere la linea di credito messa a disposizioni di cittadini e imprenditori che, secondo alcuni analisti, potrebbe arrivare a un totale complessivo di 500 miliardi di sterline.  Nel tentativo di promuovere la crescita, non è escluso anche un taglio del costo del denaro che potrebbe passare allo 0,25% dallo 0,5% attuale che già rappresenta il minimo storico.

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