Economia

Imu, i passaggi per chi ha pagato la prima rata e per chi ancora non lo ha fatto

Penali e interessi per i ritardatari. E i prossimi appuntamenti per tutti

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L’Imu, l’imposta sugli immobili con cui gli italiani si sono dovuti scontrare lo scorso 18 giugno in occasione del versamento della prima rata, sarà un’ombra sui bilanci delle famiglie che ci accompagnerà fino alla fine dell’anno. Infatti, da qui a dicembre, sono previsti, per chi ha scelto l’opzione a tre rate, il versamento intermedio con scadenza il 17 settembre, e infine per tutti il saldo che arriverà proprio a ridosso del periodo natalizio, il 17 dicembre. Segnalate e ricordate per l’ennesima volta le infauste date per il pagamento di un’imposta tra le più odiate dal Paese, vediamo anche di capire cosa rischia chi al primo appuntamento del 18 giugno si è fatto trovare impreparato.

Versamento in ritardo. Per chi non ha pagato la prima rata del 18 giugno scatta per ora il cosiddetto ravvedimento operoso che varia a seconda dei giorni trascorsi dalla data ultima di versamento, in questo caso il 18 giugno (ma varrà anche per le rate successive). Chi ha pagato con un massimo di 14 giorni di ritardo ha subito una sanzione ridotta dello 0,2% dell'imposta su ogni giorno di ritardo più interessi di mora minimi del 2,5% (ogni Comune può averla aumentata a sua discrezione) . Da 15 a 30 giorni di ritardo la sanzione è invece del 3% dell'imposta più gli interessi di mora che decorrono sempre dal 18 giugno. Oltre i 30 giorni e fino ad un anno dalla scadenza, verrà applicata infine una sanzione, che seppur ritenuta non pesantissima , sarà sempre pari al 3,75% dell'imposta più gli interessi di mora. Superato invece l’anno di ritardo, le cose si fanno decisamente più serie, perché non ci si potrà più avvalere del ravvedimento operoso e la sanzione sarà del 30%. Sarà bene infine conservare accuratamente le distinte di versamento, perché  i controlli sull'Imu 2012 potranno protrarsi per cinque anni, fino al 2017.

Mancata presentazione della dichiarazione. Ben più pesanti sono le conseguenze per chi invece ha scelto di evadere, sottraendosi del tutto ai propri doveri fiscali. Chi infatti non presenta proprio la dichiarazione Imu rischia una multa tra il 100% e il 200% dell'imposta con un minimo di 51 euro. Se poi la dichiarazione viene comunque presentata ma risulta infedele o incompleta, scatta una sanzione che va dal 50% al 100% della maggiore imposta dovuta.

Prossimi adempimenti. Per i proprietari di prima casa che al momento del pagamento della prima rata hanno specificato di voler optare per un versamento diviso in tre tranche , il prossimo 17 settembre scatta la data ultima per il secondo versamento. Per tutti gli altri che invece hanno scelto le due rate, e per tutti i proprietari di seconda o altra casa, per i quali non era prevista l’opzione dei tre versamenti, il prossimo appuntamento è per il 17 dicembre, per il saldo finale. Nell’occasione bisognerà fare anche i conti con gli eventuali aumenti delle aliquote che scatteranno in sede comunale. I sindaci infatti hanno tempo fino al 30 settembre per decidere se cambiare le aliquote base fissate dal governo in 0,4% sulla prima casa e 0,76% sulla seconda o successiva. Gli aumenti potranno variare di uno 0,2% sulla prima casa e fino a uno 0,3% sulla seconda (in aumento o in diminuzione).

Il governo, inoltre, si è riservato fino al 10 dicembre la possibilità di intervenire per ritoccare ulteriormente le aliquote base nel caso gli introiti stimati non fossero raggiunti. Con la prima rata di giugno sono stati incassati circa 9,5 miliardi di euro, una cifra che in linea di massima ha coinciso con le aspettative del governo. Ma chissà cosa accadrà con le prossime e con il saldo.

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