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Soldi

Immobili e crisi: avrò una casetta piccolina in Canada (o in Grecia, in Croazia, in Spagna...)

Gli italiani comprano sempre più all’estero, con grandi e piccoli budget, in località di vacanza, ma non solo

Credits: Ocean/Corbis(2)

Serve un approccio lieve alla vita unito alla sindrome di Re Mida, come la chiamano i neosociologi della contemporaneità. Ovvero una speciale capacità di trasformare in oro qualcosa di svalutato, di vecchio, oppure semplicemente in disuso. È questa la ricetta che l’americano Journal of positive psychology regala per ottenere una «felicità tangibile», alla portata di tutti coloro che riescono a vivere un giusto rapporto tra aspettative e realizzazioni, al di là di quanti siano gli zeri del proprio conto in banca. In altre parole, l’equazione felicità = ricchezza è un retaggio degli edonistici anni Ottanta. L’attuale pensiero da recessione è orientato invece verso il concetto di «felicità interna lorda», espressione coniata dall’intellettuale buddista Karma Ura ma usata anche dal Nobel Joseph Stiglitz e dall’economista Jeffrey Sachs, autore tra l’altro dell’accurato Rapporto mondiale sulla felicità.

Adesso, senza cadere nella retorica del povero è bello, ciò che emerge dalle numerose ricerche globali è che a fare la differenza non sono i soldi che si possiedono ma come essi vengono spesi. Comprare per se stessi, per la propria famiglia o per gli altri va benissimo, purché si passi dall’acquisto di oggetti (macchine, divani, tv) a quello di esperienze (viaggi, corsi di lingua, di danza, cene, case). Sì, anche l’acquisto di una casa viene ritenuto talmente coinvolgente emotivamente da rientrare nell’ambito delle esperienze formative importanti, come sanno bene gli italiani, ai primi posti delle classifiche degli acquirenti di case. Anche di seconde case. Magari all’estero. Perché quella sì che è un’esperienza di vita.

«Secondo le nostre stime, a fine anno, gli italiani avranno comprato oltrefrontiera circa 40 mila case. Solo nel primo semestre 2012, in base ai dati raccolti dagli operatori nei vari paesi, gli italiani hanno acquistato oltre 15 mila appartamenti, con un aumento del 16,5 per cento rispetto all’anno scorso» conferma Paola Gianasso, responsabile mercati esteri di Scenari Immobiliari. La quale aggiunge: «In un momento in cui le varie forme di investimento sono incerte, il mattone continua a essere un bene rifugio sia per chi ha tanti soldi, sia per chi ne ha pochi perché in paesi in fase espansiva ci sono possibilità per tutte le tasche. In sostanza, il compratore tipo di quest’anno è in cerca di occasioni in quei paesi dove la crisi ha fatto crollare le quotazioni o nei quali la crescita economica sta partendo: lo shopping si rivolge verso case dai prezzi contenuti ma in località gradevoli dal punto di vista ambientale».

Ovvero cottage in legno nelle lande brumose della Svezia, case di pescatori in Croazia, container abitativi di design nei Paesi Bassi, bungalow sulle spiagge africane o indonesiane. E ancora apparta-residence alle Baleari, alle Canarie, in Egitto, Turchia, studio nelle capitali da Berlino a Dublino e Barcellona. Un sogno accessibile anche con budget che non vadano oltre 130 mila euro. Anzi chi possiede solo 40 mila euro si può accaparrare un bilocale con giardino a Urgada (in Egitto, sul Mar Rosso) direttamente sulla spiaggia. «La nostra società, la Three Tiba, da 14 anni costruisce soluzioni abitative a Urgada. Si tratta di appartamenti con giardino all’interno di resort, i cui prezzi vanno da un minimo di 40 mila euro a un massimo di 350 mila per le ville con piscina privata. I nostri clienti? Dirigenti, finanzieri, professori, per lo più italiani del Nord e del Centro, e tanti inglesi» riferisce il direttore commerciale Luca Di Matteo.

Servono, invece, 130 mila euro per appartamenti déco a Miami Beach, griffati da architetti e decoratori d’interni: una camera, un salone con cucina e un bagno, arredati di tutto punto. «Sono luxury suite e flat da 40 a 100 metri quadrati in meravigliosi palazzi art déco che abbiamo recuperato, ora protetti dalle belle arti locali, e a pochi metri dalle più belle spiagge della Florida» racconta Federico Maria Ionta, amministratore delegato della First Real Estate, società leader che fornisce a piccoli e grandi investitori consulenza e assistenza personalizzata per l’acquisto di immobili negli Stati Uniti e a Panama, durante tutti gli passi dell’operazione, offrendo anche supporto fiscale, legale e amministrativo.

Nel caso di shopping negli Stati Uniti, è fondamentale avere soldi pronti. «I mutui vengono difficilmente concessi dalle banche americane agli stranieri. Noi forniamo un finanziamento a tasso zero per soli 12 mesi. E inoltre non bisogna dimenticare che una casa a Miami è un investimento che si può mettere subito a reddito, l’affitto è vivace tutto l’anno».

Non ha pensato a un investimento ma ha seguito la sua indole da lupo solitario in continuo rapporto osmotico con la natura, Ernesto Tarantino, giovane farmacista che il suo rifugio l’ha cercato e trovato a Blekinge, una regione della Svezia. Un cottage di 45 metri con giardino non distante dalla città di Karlskrona. Un sogno realizzato con 87 mila euro per appagare bisogni profondi. E poi anche girare per siti e motori di ricerca che offrono case in luoghi esotici e ameni è un piacevole gioco. Basta andare su: Voglio vivere così, Babele case, Immobiliare nel mondo e anche la baita lappone potrà essere a portata di sogno e di borsellino.

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