Economia

I pubblicitari? Hanno imparato da Bettino Craxi

Aziende vinicole che invitano a non bere troppo. Le concessionarie di giochi che spingono per giocare il giusto. Le case automobilistiche che raccomandano di farsi curare i bronchi malati. È in atto la pubblicità dell'ossimoro. Craxi la conosceva: quando disse "Parlate magari male di me ma parlatene"

(Credits: FRANCO SILVI/LAPRESSE)

“Invece di un bicchiere di troppo, goditi la vita”, recita lo slogan, e – sopra – una scritta, con un bell'effetto grafico sfuocato, “Se bevi troppo non vedi chiaro”. È la pubblicità di una multinazionale produttrice di alcolici. Come quelle grandi società concessionarie di giochi che invitano a “giocare il giusto”, o a “giocare senza esagerare” e così via. Come negli States, dove una major del fast-food ha vinto il GrandPrix del Festival internazionale di Cannes con uno spot bucolico, con gli animali (da macello) che pascolano liberi e felici.

O in Germania, dove una celebre casa automobilistica, per lanciare una sua grande berlina con un motore diesel “pulitissimo”, intimava nella sua comunicazione: “Difficoltà respiratorie, iperreatività bronchiale, bronchioliti infantili. Continuiamo a non fare nulla o ci decidiamo ad agire?”.

Cosa sta succedendo? È la pubblicità dell'ossimoro? L'affermazione del contrario di se stessi? No: è solo un'espressione della società complessa, della società della Rete, quella in cui tutti discutono, analizzano, si mettono a nudo e in dubbio molto più di prima. E le aziende hanno cambiato stile di comunicazione, passando all'offensiva – politicamente corretta – proprio sui temi che sanno essere per loro più imbarazzanti.

Surreale? Un pochettino sì: ma l'alternativa a questo nuovo “mood”, molto in linea con i principi liberisti dell'autoregolamentazione, sarebbero le censure preventive sugli spot! Un'alternativa peggiore del male...
La fanno da padrone i richiami al rispetto dell'ambiente, alla sostenibilità, al biologico...

Una recente ricerca dell’istituto Iefe dell’università Bocconi ha misurato che dall’1 per mille del totale degli investimenti pubblicitari nazionali del 2006, i messaggi a tema, sfondo o comunque “afflato” ecologico sono saliti all’1 per cento nel 2010. Più chiaro di così...
Una nuova moda che alla fine stuferà? Come sempre, nella comunicazione di massa. Ma intanto, macina consensi.

E del resto, ne sanno qualcosa i produttori mondiali di sigarette: loro, non possono più fare alcun genere di pubblicità sui marchi, nei Paesi occidentali. Hanno dovuto stampigliare ovunque sui pacchetti dei loro prodotti scritte a dir poco minatorie. Si confortano perchè i consumi restano lì, stabili. Eppure, potendo, ricomincerebbero a fare spot: anche a costo di dover dire: “Non fumate!”. Senza essere un pubblicitario, Bettino Craxi – allora leader del Psi – l'aveva capita: “Parlate magari male di me”, diceva, ”ma parlatene”.

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