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Economia

I neomilionari di Facebook sono già tornati al lavoro

I soci di Zuckerberg hanno incassato centinaia di milioni di dollari, a volte miliardi. Ma non vogliono vivere di rendita. C’è chi punta su altri social network, chi sulle start-up e chi preferisce vecchie riviste un po’ snob. Solo uno insegue il sogno di vivere in un paradiso, però fiscale.

Matt Cohler (35 anni), il settimo dipendente assunto da Facebook (nel 2005, ora è solo consulente), ci riprova con Benchmark Capital, il fondo che sponsorizza le start-up più calde della Silicon Valley, una specie di motore che fa decollare gli Zuckerberg del futuro in cambio di quote aziendali. Già nel board di Linkedin, è consulente della McKinsey e ai vertici della CouchSurfing.

Chris Hughes (28 anni), tra i fondatori del social network, che ha lasciato nel 2008 per contribuire alla campagna elettorale di Barack Obama, al digitale ha preferito la old economy, comprando The New Republic, settimanale della sinistra colta. Ha progetti per riportarlo alle glorie di un tempo. Due anni fa ha fondato un social network per la raccolta fondi a scopi umanitari, Jumo.

Sean Parker (32 anni), fondatore di Napster ed ex presidente di Facebook (è stato espulso nel 2005 dopo un arresto per possesso di cocaina), è impegnato in un’infinità di progetti, start-up e fondi d’investimento. La sua ultima creatura è Airtime, un servizio di chat e condivisione file con amici e sconosciuti. Lo ha fatto perché sostiene che Facebook sia noioso.

Eduardo Saverin (30 anni) è il lato oscuro di Zuckerberg, con il quale ha rotto dal 2006: appena prima dell’offerta pubblica di azioni Facebook ha dichiarato di volere rinunciare al passaporto Usa per pagare le tasse a Singapore, dove vive. Era fra i quattro compagni di stanza di Harvard che fondarono Facebook nel 2004. La sua ultima creatura è il social network Qwiki.

Dustin Moskovitz (27 anni) progetta e vende software e social network per l’organizzazione aziendale, il più famoso dei quali è Asana. È convinto che il modello frivolo di Facebook sarà soppiantato da altro, mentre le aziende avranno sempre bisogno di programmi per ottimizzare il lavoro. Era il leader degli sviluppatori del social network, ma se n’è andato nel 2008.

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