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Grecia, ora poter rinegoziare il debito sarà più difficile

Dopo le notizie che parlano di una nuova falsificazione dei conti, le possibilità che il governo di Samaras possa spuntare nuove agevolazioni per il piano di rientro dal debito si fa più remota

Il leader conservatore greco Antonis Samaras in Parlamento

Ci risiamo. Se quanto riportato dalla rivista greca To Vima sarà confermato, è la prova provata che i greci il vizietto non se lo tolgono proprio. E sì che davvero non se lo possono permettere. Avrebbero di nuovo cercato di prendere in giro l'Unione Europea e il Fondo Monetario Internazionale. E ora per loro tutto diventa pià difficile. Prima (tra il 2007 e il 2009) hanno falsificato i risultati del bilancio statale. E sono finiti in bancarotta. Ora predicano di aver licenziato 25 mila statali e invece si scopre che tra il 2010 e il 2011 ne avrebbero assunti circa 70 mila. Funzionari.

I numeri sarebbero contenuti in un rapporto della missione della Troika (Ue, Bce e Fmi) oltre che in uno redatto dal ministro delle finanze di allora, George Zannias. E se davvero dovesse essere così non resta che allargare le braccia e, un po' sconsolati, aspettare le reazioni internazionali in previsione del Vertice Europeo del 28 e 29 giugno prossimi.

La notizia eclatante salta fuori in una settimana decisiva per l'euro e Atene con l'incontro Merkel-Hollande di mercoledì 27 giugno e il Consiglio europeo di giovedì e venerdì 28-29. Fatti i conti, la riduzione netta del personale sarebbe solo di 24 mila unità rispetto alle 93 mila indicate dal governo greco. A fare la differenza proprio quei 70 mila funzionari che, senza alcuna comunicazione ufficiale e soprattutto in contrasto con il piano della Troika, sarebbero stati assunti tra il 2010 e il 2011.

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