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Economia

Ferrari, Maserati, Lamborghini e la mannaia della tassa sul lusso

L'imposta è alla base delle pesanti perdite in Italia di questi marchi prestigiosi

L'ultima Lamborghini presentata al Salone di Ginevra (AP Photo/Keystone/Sandro Campardo/LaPresse)

Come se non bastassero i prezzi vertiginosi di benzina e gasolio e i continui aumenti dell’Rc Auto , a colpire pesantemente il già malandato mercato dell’auto in Italia ci ha pensato anche la tassa sul lusso. Non si può infatti spiegare se non con questo pesante inasprimento fiscale il brusco calo che in questi mesi ha riguardato le vendite delle cosiddette supercar nel nostro Paese. Ancora una volta sono i numeri a parlare in maniera chiara ed eloquente.

Nei primi otto mesi dell’anno, secondo i dati forniti dall’Unrae , le vendite di Ferrari sono scese dalle 487 unità del 2011 alle 205 del 2012, un tonfo del 57%. Ancora più catastrofico il risultato per la Maserati, le cui vendite sono letteralmente crollate del 75%, passando dai 327 modelli venduti nel 2011 ai miseri 81 del 2012. Ed è andata male anche per altri marchi prestigiosi del mondo delle vetture da superlusso. Le Lamborghini vendute finora nel 2012 sono state ad esempio solo 48, rispetto alle 56 del 2011, mentre la prestigiosa Aston Martin si è dovuta accontentare di soli 50 modelli venduti rispetto ai 62 del 2011, con un calo del 37%.

Un fenomeno che fa il paio con la decisione che sta riguardando migliaia di proprietari di vetture di grossa cilindrata, di disfarsi dei propri bolidi, proprio a causa della tassa sul lusso. Una tendenza che sta facendo crollare anche i listini dell’usato delle supercar, a tutto danno dei concessionari che affrontano difficoltà sempre maggiori. Stiamo parlando di un settore, quello in particolare legato alla distribuzione di vetture d’importazione, che impiega circa 150 mila addetti e che negli ultimi anni, complice la crisi e ora il colpo di grazia della tassa sul lusso, ha visto andare in fumo circa 12 mila posti di lavoro e circa 350 aziende attive in questo settore.

Qualcuno potrebbe obiettare: la Ferrari, nonostante i numeri negativi sopra evidenziati, ha recentemente annunciato conti economici brillanti . Come è possibile? Grazie alla capacità di saper guardare con lungimiranza ai mercati stranieri, che ormai sono diventati la vera forza del Cavallino, proprio mentre le vendite in Italia subiscono un deciso tracollo.

Il tutto condito da un sapiente programma di innovazione, sia sui motori che sulle carrozzerie, che, a differenza di quanto propone la casa madre Fiat , è riuscita a dare risultati eccellenti nonostante l’attuale difficile congiuntura. Stiamo parlando chiaramente di un settore di nicchia, che però, come si vede, risulta esemplare nel dimostrare quali possano essere gli effetti disastrosi di avventurose politiche fiscali e quali invece gli esiti brillanti di accorte scelte di innovazione tecnologica.

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