Economia

Fallimenti, in Italia chiudono 35 imprese al giorno

I dati Cribis mostrano una situazione motlo grave: 6.321 aziende sparite in sei mesi, +30% in tre anni

I fallimenti delle imprese sono cresciuti del 30% in tre anni (Credits: iStockphoto)

Trentacinque imprese al giorno. Mille al mese. Un totale di 6.321 fallimenti. Solo da gennaio a giugno di quest’anno. Questi dati la dicono lunga sulle dimensioni della crisi e sul suo impatto sul tessuto imprenditoriale italiano.
Sono il risultato dell’Analisi dei fallimenti in Italia realizzata da Cribis D&B.

Alle 3.212 imprese fallite nei primi tre mesi dell’anno, se ne sono aggiunte altre 3.109. Un totale che segna, nel trend generale dei fallimenti delle imprese, una flessione del 9% rispetto allo stesso periodo del 2011, ma una crescita del 4% rispetto al 2010 e del 30% rispetto al 2009.
“Il numero di fallimenti rimane al di sopra dei livelli precrisi, un dato che trova riscontro anche nei ritardi dei pagamenti delle imprese” spiega Marco Preti amministratore delegato di Cribis D&B.
Nell’edilizia, per esempio, dal 2007 a oggi sono scese del 20% le aziende che pagano puntualmente i loro fornitori passando dal 60% al 41% del totale)

IL NORD È IL PIU’ COLPITO
Se si guarda alla distribuzione territoriale dei fallimenti, dal 2009 a oggi la Regione che ha sofferto di più è di certo la Lombardia con 8.529 chiusure (22,1% del totale); segue il Lazio (3.833, pari all’11,9%) e il Veneto (3.720, pari all’8,2%).

L’EDILIZIA SOTTO SCACCO
Ben un quinto del totale dei fallimenti registrati in Italia riguarda l’Edilizia che è il settore in maggiore difficoltà con 1.345 casi, seguiti dal commercio all’ingrosso.

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