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Economia

Euro e Italia, non è detto siano salvi

Lo Stato mastodontico e inefficiente ci ricorda che la crisi è ancora lì, peggiore di prima

euro

Per chi ha accettato l’idea di un Paese in lento e inesorabile declino, la cui unica ambizione è evitare di precipitare, vedere lo spread sul debito che si abbassa di un 200 punti può, effettivamente, fare pensare che la fine della crisi sia prossima e che, forse, anche stavolta il mastodontico, inefficiente e parassitario apparato dello Stato italiano sopravviverà all’ennesimo disastro che aveva creato e continuerà a mungere i cittadini-produttori come fa, impunemente, da decenni.

Chi invece pensa che la crisi consista nel declino economico-sociale di cui siamo vittime da più di vent’anni, e che da essa si esca solo ritornando a crescere al 2 o 3 per cento annuo in termini reali, rivoltando lo Stato come un calzino perché diventi una cosa che serve i cittadini e non ne è servita, generando mobilità sociale ed equità intergenerazionale, per costoro la crisi è ancora tutta lì, come prima, peggio di prima.

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