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Effetto Galaxy: Samsung raddoppia gli utili

Grazie al successo dei suoi smartphone, la società coreana chiude il trimestre con un incremento degli utili di quasi l’80%. Ma la crisi del debito europea preoccupa i vertici, che già pensano a un piano di emergenza

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Se c’è una società che per logiche di profitto si avvicina ad Apple, quella è indiscutibilmente Samsung. La conferma, l’ennesima, è arrivata venerdì, con l’annuncio delle prime proiezioni relative ai dati dell’ultimo trimestre aprile-giugno, per il quale il colosso coreano stima un incremento del 19% delle vendite (47 mila miliardi di won) con utili pari a 6.700 miliardi di won (5,9 miliardi di dollari), in rialzo del 79% rispetto a un anno fa.

Risultati determinati in buona parte dall’affermazione dei dispositivi mobili, e in particolare dal successo della famiglia di smartphone Galaxy, ancorché il modello più gettonato (il Samsugn Galaxy S3 ) sia sbarcato sul mercato solo alla fine di maggio. Il che fa ben sperare anche per il prossimo trimestre, per il quale Samsung prevede utili operativi di 8.500 miliardi e un fatturato di 54 mila miliardi di won.

Se il mercato di Samsung finisse qui, o se perlomeno si limitasse al solo settore "mobile", ce ne sarebbe abbasatanza pe parlare di un caso Apple-bis. Il problema è che la società coreana ha un raggio d’azione ben più ampio, con diramazioni che lambiscono più o meno tutti i lidi dell’elettronica di consumo, dai frigoriferi ai televisori, dai chip ai computer, dalle lavatrici ai forni a microonde. Articoli che in buona parte vengono venduti in Europa. E qui cominciano i guai.

La crisi dell’euro (la cui quotazione è scesa di circa il 5 per cento contro il won coreano dal mese di aprile, e dell'8 per cento rispetto allo scorso anno) e il crollo dei consumi nell’eurozona preoccupano non poco i piani alti della società che sarebbero già al lavoro per predisporre un piano di emergenza per il Vecchio Continente, come conferma un responsabile intervistato dalla Reuters: "L'Europa è il nostro più grande mercato dell'elettronica di consumo e potremmo dover avviare un taglio dei costi e un aumento dei prezzi dei prodotti qualora l'euro dovesse scendere ulteriormente rispetto al livello attuale. I nostri smartphone vanno a ruba, con alcuni picchi del 40-60 per cento di crescita delle vendite, ma questo distorce la prospettiva economica a livello globale che è più difficile a causa della congiuntura e dell’euro debole."

Samsung, insomma, ride da un’occhio e piange dall’altro. Del resto non serve andare troppo lontano per vedere cosa sta succedendo in tutte quelle aziende dell’hi-tech che fino a ieri confidavano sulla generosità dei portafogli occidentali.

In un contesto di questo tipo pare chiaro che fare eccessivo affidamento sugli exploit del settore mobile (che ormai rappresenta il 70% dei guadagni dell’intera azienda) potrebbe essere piuttosto rischioso. Cosa potrebbe succedere, ad esempio, se il prossimo iPhone 5 (in uscita il prossimo autunno) facesse crollare di colpo le vendite degli smartphone Galaxy?

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