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Economia

Edilizia, il decreto sviluppo vale 7 miliardi

Tra detrazioni e incentivi ecco le ricadute economiche del decreto Passera

(Credits: Cristiano Laruffa/LaPresse)

È la parte dell’intero provvedimento più convincente e più immediatamente fruibile. E’ questo il giudizio decisamente positivo che arriva dal mondo della piccola impresa sulle misure che riguardano le detrazioni per le ristrutturazioni e gli incentivi all’edilizia sostenibile contenute nel Decreto crescita approvato dal governo. “L’aumento delle detrazioni Irpef dal 36% al 50% sulle ristrutturazioni – conferma a Panorama.it Ivan Malavasi presidente di Cna – accoglie in pieno una richiesta che piccole e medie imprese facevano ormai da anni e quindi non possiamo che dirci pienamente soddisfatti”. E sì, perché in pratica il mondo imprenditoriale che (ci si augura) riceverà gli impulsi più importanti da questo pacchetto di provvedimenti, è proprio quello delle piccole e medie aziende che sono attive nel comparto delle costruzioni e in tutto il suo immenso indotto.

“Se funzioneranno – annuncia Malavasi – noi siamo convinti che queste misure per l’edilizia saranno in grado di mettere in moto un giro d’affari di almeno 6-7 miliardi di euro. Il tutto partendo dal presupposto, che immagino sarà confermato in sede di approvazione del decreto, che lo Stato di suo ci metterà circa 800 milioni di euro”. Non c’è dubbio dunque che le misure volute dal ministro per lo Sviluppo economico Corrado Passera potranno rappresentare una vera e propria boccata d’ossigeno per tutte le piccole e medie imprese messe a dura prova dall’attuale crisi economica.

“E il favore con cui guardiamo a questa parte del decreto – continua Malavasi – si deve anche ad altri piccoli provvedimenti che vanno nella giusta direzione. Mi riferisco all’esenzione dell’Imu per i primi tre anni per le nuove costruzioni, ma soprattutto alla nuova norma sull’Iva che sana una vera e propria anomalia che si era prodotta nel nostro sistema. In pratica infatti, gli immobili invenduti per più di cinque anni non potevano più godere della detraibilità dell’Iva pagata per costruirli. Attendo con ansia la versione definitiva del decreto, perché spero davvero che come annunciato questa assurdità venga finalmente eliminata”.

E ad aumentare la soddisfazione delle piccole e medie imprese c’è ovviamente anche la riconferma degli incentivi per l’edilizia eco-sostenibile. “Crediamo che questo sia un settore ancora dalle grandissime potenzialità e sia giusto continuare a sostenerlo” dice Malavasi, forse con una punta di rammarico per il fatto che queste detrazioni per l’efficientamento energetico sono passate dal 55% al 50% e soprattutto sono state limitate fino alla fine del 2013. “Ora l’importante è sperare che il sistema si rimetta in moto perché se ripartono le piccole e le medie imprese , che sono la colonna portante della nostra economia, allora si rimette in moto tutto il Paese. Una volta che le cose cominceranno a girare, in un prossimo futuro ci sarà sempre il tempo per rivedere ancora in meglio le decisioni adottate in queste ore”.

E la speranza è quella, che davvero, come accaduto più volte in passato, l’edilizia rappresenti il volano con cui ridare vitalità a tutta l’economia del Paese.

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