Economia

Debito pubblico record: pesa 32.771 euro a persona

Le manovre lacrime e sangue servono a poco se non si interviene sui tagli veri. E se il nostro Paese non adotta una riforma elettorale che faccia chiarezza sul futuro politico del nostro Paese

La sede della Banca d'Italia

Sale sale sale. Il debito pubblico italiano non si ferma. E a maggio ha raggiunto il nuovo record di 1.966 miliardi di euro (erano 1.949 ad aprile). Ovvero: 89.363 euro su ogni famiglia, ben 32.771 euro sulle spalle di ogni italiano.
I dati li ha resi noti nel suo bollettino statistico la Banca d’Italia. E subito il Fondo Monetario Internazionale, che oggi ha comunicato anche le stime del pil per l’italia (-1,9% nel 2012 e -0,3% nel 2013) ha rincarato la dose sottolineando come il debito italiano si attesterà nel 2012 al 125,8% e nel 2013 al 126,4%, ovvero 2,5 e 2,6 punti percentuali in più rispetto alle stime. Cosa pesa su questo appesantimento del debito? Gli aiuti per il Fondo europeo salva stati temporaneo, l’Efsf che dovrà (se tutto andrà come deve) intervenire in salvataggio dei Paesi in crisi come la Spagna.

Facile immaginare le reazioni: manovre lacrime e sangue, aumento delle tasse, spending review e poi... il debito pubblico aumenta perché il nostro Paese deve contribuire a un fondo che serve a salvare altri Stati.
Ma attenzione. “Quanto l’Italia ha stanziato per il fondo salvastati è una cifra rilevante ma che pesa in misura infinitesimale sull’ammontare complessivo del debito” spiega l’economista della Bocconi Stefano Caselli.  “La partita vera sta nel fatto che il debito aumenta spinto al rialzo da quanto il nostro Stato deve pagare per rimborsare chi ha comprato i nostri Btp il cui rendimento sale ancora perché il Paese è percepito come poco sicuro”.

Cosa fare ancora, oltre alla riforma del lavoro , la riforma delle pensioni, le prime bozze di spending review ? È davvero tutto inutile o sbagliato come sostengono gli osteggiatori della linea Monti?

“Il problema è che il mercato non vede certezze sul quadro politico italiano nel 2013” spiega Caselli “e quello che si aspetta non è la candidatura o meno di Monti ma che l’Italia si doti di una nuova legge elettorale in grado di far capire cosa potrebbe accadere a prescindere dai nomi di chi si candiderà”.

Come dire: Monti ha pur tentato di mettere in sicurezza i conti, ha operato con passaggi assolutamente impopolari, ma la partita per ridurre lo stock di debito deve ancora arrivare. “Serve una vera spending review, serve la dismissione del patrimonio pubblico, serve mettere pesantemente le mani negli sprechi della pubblica amministrazione. Serve tempo”.

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