Euro

Crisi, è il momento dell'unione bancaria. Ma quale?

Per gli esperti un unico istituto dovrebbe farsi garante di qualsiasi banca europea

Mario Draghi, presidente della Banca Centrale Europea (CREDITS: LA PRESSE)

Tutto da rifare, o quasi nel gioco dei veti incrociati nel club dell’euro. La Grecia ha chiesto di rinegoziare i termini del suo piano di salvataggio. La Spagna ha avanzato formale richiesta di aiuti all'Eurogruppo per salvare le sue banche. Altro che vertice risolutivo a Roma . In Europa si naviga a vista. Eppure a ben vedere un punto fermo c’è: si chiama unione bancaria. Dovrebbe nascere fra qualche giorno, in occasione dell’atteso summit a Bruxelles. Per gli economisti interpellati da Panorama.it è però ancora troppo poco.

“Le ultime dichiarazioni non solo della Germania, ma anche del Fmi e dell’Ue sono apparse improntate alla fermezza, difficilmente ci sono spazi per ampie mediazioni”, ricorda Donatella Principe responsabile dell'Institutional Business di Schroders Italia. Come dire: di fronte a Berlino che diffida del fondo di garanzia dei depositi, come rimedio anti panico, niente sarà davvero risolto. Anzi, forse sarà necessario un braccio di ferro lungo almeno un anno, ha previsto il premio Nobel per l'economia Edmund Phelps. Peccato il tempo stringa.

E per l’euro una nuova fase di criticità che tiri in mezzo l’Italia e il suo debito monstre significarebbe solo una cosa: game over.

Se lo ha ammesso anche il presidente del Consiglio europeo, Hermam van Rompuy, che sull'Unione bancaria è possibile avanzare più rapidamente rispetto alla modifica istituzionale della Ue vuol dire che ci siamo quasi. Tempo 24 ore e lo presenterà domani al Consiglio affari generali a Lussemburgo. Poi il rapporto finirà sul tavolo più insidioso, quello del Vertice Ue. Eppure resta difficile sgombrare il campo dagli equivoci. Quello che oggi viene annunciato come un conquista potrebbe essere in realtà un altro boccone amaro, da ingoiare. Come dice Vincenzo Longo, strategist di Ig Markets anche se il meeting “dovesse raggiungere un compromesso questo non si tradurrebbe immediatamente in una creazione di un organo che possa garantire i depositi a livello di intera area sulla stregua dell’Fdic statunitense”.

Anzi, salterebbero fuori criticità a livello di singoli Paesi. Prepariamoci. “Sarebbero favoriti i sistemi bancari di quelli più deboli come la Spagna: lì la garanzia europea sui depositi eviterebbe la fuga di capitali verso altre economie, come accaduto in Grecia ma – specifica – a patto che le regole comuni non siano troppo rigide come vorrebbero i Paesi più forti, poiché questo creerebbe problemi per le banche più deboli che sarebbero costrette a rispecchiare i requisiti a livello europeo”.

Solo “se la Bce si farà garante di qualsiasi banca europea e quindi rimuoverà l’incertezza sulla solvenza delle banche si riapriranno le fila del mercato interbancario, fermando il credit crunch”, fa quadrato Matteo Cominetta, macro economista per l’Italia e Spagna di Ubs. E invece “con molta probabilità quella che verrà stabilita sarà un’unione bancaria che farà perno solo sulla centralizzazione della sorveglianza dell’Eurotower”. Ossia con le gambe tagliate. Coi tempi che corrono certo è meglio di niente, “ma non abbastanza per stabilizzare la situazione. E’ necessaria tanta determinazione e oggi appare evidente che l’intesa politica non c’è o almeno non ha la capacità per risolvere le questioni chiave”.

Lo sottolinea infine anche Donatella Principe responsabile dell'Institutional Business di Schroders Italia convinta che quella che si debba trovare sia una soluzione strutturale in quanto "qualunque proposta di unione, sia essa bancaria sia essa sui titoli di stato come gli eurobond, dovrà necessariamente passare prima per il passo imprescindibile di una maggiore unione politica con la conseguente cessione di sovranità nazionale". A questo punto "forse sarebbe addirittura meglio non allestire l’unione bancaria da subito", ha azzardato il premio Nobel per l'economia, Edmund Phelps, ma puntare a un'unione fiscale con un'autorità centrale autorizzata. Tempo di realizzazione almeno un anno. Forse un po' troppo. Perché il tempo in questa storia è tiranno. Fra dodici mesi senza decisioni rapide il sogno della moneta unica potrebbe essere già finito. Da un pezzo.

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