Economia

Brasile: il governo compra i prodotti nazionali per stimolare la crescita

Meno tasse e 3,3 miliardi di euro spesi per acquistare prodotti  nazionali: ecco la strategia brasiliana per evitare la recessione

La presidente brasiliana Dilma Rousseff (Credits: AP Photo/Andre Penner)

Il Ministro delle Finanze brasiliano, Guido Mantega, ha ribadito nel fine settimana che l'economia carioca, grazie alle misure adottate dall'esecutivo di Dilma Rousseff, crescerà, nel 2012, ad un tasso superiore al 2,5%. Un valore che confermerebbe che poco è cambiato rispetto al 2011 (un anno in cui la crescita ha toccato il 2,7%), che tutto sommato non si discosta troppo dalle ultime stime (2,2%) diffuse da analisti indipendenti, ma che resta lontanissimo dall'ambizioso 4% che Brasilia vorrebbe a tutti i costi raggiungere. Per recuperare almeno in parte sui tassi superiori al 7% registrati fino al 2010.

Un annuncio importante, che testimonia da un lato che, come tutti gli altri Brics, anche il Brasile sta soffrendo per l'attuale congiuntura economica internazionale. Dall'altro, che il governo ha voluto impegnarsi in prima persona per scongiurare il protrarsi di un rallentamento sempre più pericoloso. Nel primo trimestre 2012 la crescita della grande potenza sudamericana non ha superato lo 0,8%.

Quasi la metà rispetto al già "misero" 1,4% registrato nel trimestre precedente. Ma altre stime parlano di un +0,2% per il periodo gennaio-marzo 2012. Un dato che, se confermato, farebbe precipitare il Brasile sull'orlo della recessione.

Per raggiungere il suo ambizioso obiettivo, Brasilia ha lanciato, con carattere d'urgenza, un programma di incentivi all'economia interna da 3,3 miliardi di euro (8,4 miliardi di real). Da spendere entro la fine dell'anno per aiutare l'industria nazionale a risollevarsi. Sponsorizzando con quello che è stato definito "Programma di acquisti governativi" l'acquisto di prodotti brasiliani da parte del governo. A prezzi più altri anche del 25%. Nei settori di sanità, difesa, istruzione, moda e agricoltura.

Contemporaneamente, l'esecutivo Rousseff sta progressivamente riducendo le aliquote fiscali su una serie di beni di consumo per renderne più conveniente l'acquisto. A ragione, visto che nei primi sei mesi del 2012 le vendite sono aumentate del 22% rispetto allo stesso periodo nel 2011.

Iniziative che, per il Ministro Mantega, andranno a sostenere una situazione resa già "promttente" da tassi di interesse in discesa e da un tasso di cambio favorevole alle esportazioni. Rimanendo ottimista anche perché "nel caso in cui queste misure non dovessero bastare, il governo sarà subito pronto a varare un altro pacchetto di stimoli ancora più sostanzioso". Per permettere al paese di continuare la sua ascesa nella classifica delle più forti economie del mondo. Nella quale si è da poco conquistato la sesta posizione.

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