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Cina: crescita al 6,9%, il dato più basso degli ultimi 25 anni

I dati forniti dal governo rispecchiano le previsioni al ribasso. In calo le esportazioni, in aumento la spesa interna online

La crescita economica della Cina scende al 6,8% nell'ultimo trimestre del 2015 con l'indebolimento del commercio e dei consumi, trascinando la crescita annuale al livello più basso degli ultimi 25 anni (+6,9%).

Ultimi cinque anni al ribasso
La crescita cinese è diminuita costantemente nel corso degli ultimi cinque anni, con il Partito comunista che cerca di prendere le distanze da un modello ormai logoro, basato su investimenti e commercio, per indirizzarsi verso una crescita auto-sostenuta trainata dai consumi e dai servizi interni. Il piano di intervento è però ancora in divenire e il dato annuale del 6,9% reso noto oggi dal governo è appunto il più basso dal 3,8% fatto registrare nel 1990 e dovuto anche e soprattutto alle sanzioni inflitte a Pechino dopo la repressione a Piazza Tiananmen del movimento per la democrazia.

Meno esportazioni, più commercio online
Entrando nel dettaglio, va osservato che la crescita degli investimenti in fabbriche, abitazioni e altri beni immobili, un volano economico chiave dell'economia cinese, si è indebolita nel 2015 di 2,9 punti percentuali rispetto all'anno precedente, attestandosi al 12%.

Se le esportazioni sono diminuite del 7,6% su base annua, le vendite al dettaglio sono invece cresciute del 10,6% rispetto al 12% dell'anno precedente e ancora più consistente è risultata la crescita della spesa interna per il commercio online, aumentata del 33,3% rispetto al 2014.

Un dato comunque previsto
Per quanto al ribasso, la crescita dell'economia cinese è risultata comunque in linea con le previsioni del settore privato (motivo per il quale le borse asiatiche non hanno risposto con nervosismo all'annuncio dei dati), rispecchiando l'obiettivo ufficiale del Partito Comunista fissato a un tasso intorno al 7% annuo. Pechino ha tra l'altro risposto al calo della crescita tagliando i tassi d'interesse per ben sei volte da novembre 2014 e varando misure per aiutare gli esportatori e altre industrie.

Gli economisti si aspettano per il 2016 un'ulteriore diminuzione della crescita dell'economia cinese, con il Fondo monetario internazionale (Fmi) che mira a un'espansione del 6,3%.


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