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Economia

Malpensa - Linate: Passera parla da politico e non da tecnico

Il ministro si smarca da Alitalia e propone di spostare per decreto voli verso lo scalo varesino. Un'idea che però non tiene conto della liberalizzazione delle rotte e delle scelte delle compagnie, come spiega Andrea Boitani, esperto di trasporti dell'Università Cattolica di Milano

L'Aeroporto Malpensa (Massimo Viegi/LaPresse)

“L’idea di ridimensionare l’aeroporto di Linate a favore di Malpensa è di carattere strettamente politico e non è legata ad esigenze vere del mondo del trasporto aereo. L’esternazione del ministro Corrado Passera è dunque più da politico che non da tecnico, e questo perché non è un ministro che per decreto decide quali siano gli aeroporti che debbano avere successo, bensì la loro capacità di attrarre le compagnie”. È con queste parole, che suonano come una sonora bocciatura, che Andrea Boitani, esperto di trasporti dell’Università Cattolica di Milano, liquida il progetto del ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, di rilanciare il ruolo strategico di hub dello scalo di Malpensa.

“Tra l’altro – aggiunge Boitani – tentativi analoghi sono stati già messi in campo in passato da altri ministri dei trasporti, come Burlando o Bersani, ma sempre senza successo. A testimonianza del fatto che un aeroporto diventa un hub di riferimento se sono le compagnie aeree a deciderlo, e non certo il contrario”. Una logica che si impone anche di fronte a scelte di politica nazionale che vorrebbero provare a recuperare il ruolo di un aeroporto come quello di Malpensa costato circa 500 milioni di euro e sfruttato a stento per la metà delle proprie potenzialità.

E le ragioni di questa sconfitta annunciata sono presto dette: innanzitutto in Europa e poi a cascata verso le destinazioni americane, c’è stata la liberalizzazione completa delle rotte, e quindi i vari operatori decidono di volare verso le destinazioni che più preferiscono. “Inoltre – prosegue Boitani – è fuori discussione che nel Vecchio Continente ormai ci sia un eccesso di capacità di trasporto. In pratica, detto in altre parole, ci sono più compagnie di quanto il mercato possa sopportare”. Un’inflazione di vettori che ha fatto nascere la falsa illusione che più aeroporti potessero ambire al ruolo strategico di hub.

“Ma se si guarda agli Stati Uniti – fa notare Boitani – si scopre che in un Paese grande quanto tutta l’Europa e con una quantità di voli estremamente superiore esiste un numero ristretto di hub. Si capisce dunque che da noi questa investitura possono ambirla giusto gli aeroporti di Parigi, quelli di Francoforte e Monaco e ovviamente Londra. Tutto il resto diventa un di più”. In questo scenario si inserì però tempo fa l’Alitalia che perorò la causa di un hub da localizzare nel sud del Vecchio Continente e per il quale si scelse Roma Fiumicino. “Quando si cercò poi di costringere l’Alitalia a operare su un secondo hub, quello di Malpensa, fu l’inizio del disastro economico della nostra ex compagnia di bandiera” sentenzia Boitani.

E proprio l’Alitalia tra l’altro potrebbe risentire in maniera grave di un eventuale sbilanciamento dei voli da Linate a Malpensa. L’ex compagnia di bandiera, i cui conti continuano ad essere in rosso e il cui risanamento è costato più di 3 miliardi di euro alle casse dello Stato, si vedrebbe infatti catapultata in un contesto come quello dello scalo di Malpensa dove la concorrenza su tutta una serie di rotte sarebbe durissima. Una circostanza che diventa però in tutta questa vicenda l’unico punto a favore di Passera, in passato accusato più volte di aver avuto un occhio di riguardo proprio per Alitalia, nelle cui rinascita, Intesa SanPaolo, l’istituto guidato a suo tempo proprio dall’attuale ministro dello Sviluppo, ha giocato un ruolo fondamentale.

“Oggi il ministro – sottolinea Boitani – dimostra la sua completa indipendenza rispetto al passato. Nel lanciare questa proposta, che pure io contesto da un punto di vista operativo, sgombra però il campo da qualsiasi sospetto di conflitto di interesse”. Resta da stabilire allora, messa da parte Alitalia, a chi possa convenire un’eventuale trasferimento di voli da Linate su Malpensa. “Di certo – dice Boitani – ne gioverebbe la Sea, la società che gestisce i due scali milanesi e che da Malpensa ancora non riesce a trarre i ricavi sperati. Ci sono poi equilibri politici che investono un’area come quella della Lombardia occidentale dove ancora forte è la Lega, il cui elettorato è però in piena ebollizione”.

Al netto comunque di scelte che, come detto, appaiono agli occhi degli esperti di settore più di natura politica che tecnica, la sensazione è che anche questa volta le intenzioni del ministro Passera resteranno dei puri proclami. “È ora di capire che è un’idea del passato pensare che nel contesto di mercati liberalizzati, come quello aereo ad esempio, la politica possa decidere come e dove si alloca il traffico – fa notare ancora Boitani –, senza contare che si fa la figura dei provinciali se non si tiene conto, come già detto, che queste scelte non devono più avere come limite il confine nazionale, ma quello ben più ampio dell’Europa”.

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