Lavoro

Robot: ecco come i lavoratori più esperti riusciranno a tenere il passo

Un’inchiesta firmata Pew Research Center e Elon University fa il punto sul futuro della formazione

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Una stretta di mano fra un uomo e un robot - 17 luglio 2017 – Credits: iStock - BahadirTanriover

Se c’è un elemento che dà la misura della preoccupazione determinata dall’impatto dei robot sul mondo del lavoro è senz’altro la nascita di forme di programmi in grado di creare algoritmi. Per rispondere, dunque, alla domanda di come le persone potranno continuare a trovare un lavoro nel prossimo decennio, Pew Research Center e Imagining the Internet Center della Elon University hanno intervistato esperti di tecnologia, di trend, professori universitari e professionisti. 

Il training non finisce mai

Uno fra gli scenari ipotizzati sarà l’emergere di un nuovo ecosistema educativo in cui, accanto alle tradizionali università e modalità di apprendimento, si faranno spazio aree di training che utilizzano la tecnologia. Per esempio, gli attuali corsi online come i Moocs evolveranno grazie alla realtà aumentata e virtuale, al gaming e all’intelligenza artificiale. I due terzi dei rispondenti, inoltre, si sono detti convinti che, per rispondere alle sfide dell’automazione, i migliori programmi educativi insegneranno alle persone ad apprendere nel corso di tutta la vita. Solo il 30%, invece, teme che il training e la formazione non evolveranno in maniera sufficientemente veloce per rispondere alle esigenze del mondo del lavoro del 2026.

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Meno diplomi, più competenze

Anche lo scenario dell’università è destinato a cambiare sulla spinta della rivoluzione robotica e dell’intelligenza artificiale.

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Per quanto college e università continueranno a giocare un ruolo importante anche nel prossimo decennio, il modello di studenti residenti per quattro o cinque anni potrà evolvere verso un tipo di formazione più flessibile, aperto e adattabile nei tempi e negli strumenti. Le aziende, a loro volta, saranno interessate anche a credenziali formative da autodidatta e la prova delle competenze migrerà progressivamente dal pezzo di carta al portfolio di esperienze. Nuove modalità formative diventeranno parte dell’arsenale aziendale per la formazione, anche personalizzata, dei lavoratori.

L’importanza delle abilità “soft”

In base agli intervistati, una fra le abilità più ricercate nei lavoratori di domani sarà la capacità di adattamento e la motivazione personale a dare una svolta alla propria carriera attraverso l’apprendimento. Ma non è tutto, perché in un contesto progressivamente più ibrido, crescerà l’attenzione per quelle competenze che l’intelligenza artificiale e le macchine non possono replicare. Le qualità necessarie ai più alti livelli, infatti, comprendono la capacità di fare network, di dimostrare sensibilità interculturale, curiosità, fiducia in se stessi e pensiero critico. In pratica, una serie di abilità che Daniel Goleman ha classificato sotto le etichette di intelligenza sociale ed emotiva.

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