Lavoro

Precari e pubblica amministrazione: cosa cambia con la legge di stabilità

Proroga dei contratti in scadenza e una corsia preferenziale per le assunzioni. Così il governo dà una boccata d'ossigeno agli statali che lavorano senza un inquadramento stabile

Una manifestazione dei precari della pubblica amministrazione (Credits: Massimo Percossi/Ansa)

Una piccola boccata di ossigeno, anche se molti problemi restano irrisolti. Possono essere definite così le misure contenute nella Legge di Stabilità per salvare i precari della pubblica amministrazione (Pa), cioè i dipendenti statali che sono assunti con un contratto a termine o flessibile e che rischiano di perdere il posto nel 2013. Un maxi-emendamento alla manovra finanziaria ha infatti introdotto per i precari un allungamento dei contratti temporanei vicini alla scadenza e una corsia preferenziale nei concorsi pubblici. Ecco cosa prevedono nel dettaglio i provvedimenti in corso di approvazione.

LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E LE ASSUNZIONI FLESSIBILI

Gli statali che sono assunti senza un inquadramento stabile non devono farsi troppe illusioni sugli effetti delle misure messe a punto dal governo. La Legge di Stabilità introduce infatti una proroga della scadenza soltanto per quei contratti di assunzione temporanea in essere prima dello scorso 30 novembre che abbiano raggiunto il limite massimo di durata previsto dalla legge, cioè la soglia dei 36 mesi. Tutte queste assunzioni, potranno essere allungate sino al prossimo 31 luglio. Poi spetterà al governo che si insedierà dopo le elezioni il compito di risolvere il problema. Inoltre, non va dimenticato che i dipendenti della scuola sono esclusi da queste nuove norme, che interesseranno soprattutto gli impiegati degli enti locali, per un totale di circa 100mila persone.

I PRECARI A RISCHIO IN ITALIA

Un'altra novità introdotta dagli emendamenti alla manovra di bilancio riguarda le assunzioni nella Pa. Il 40% dei posti nei concorsi pubblici sarà infatti riservato a chi ha già lavorato per gli enti dello stato senza avere un inquadramento stabile. Anche in questo caso, però, la legge fissa dei paletti ben precisi: la corsia preferenziale per i precari scatta infatti soltanto per chi ha più di 3 anni di servizio alle spalle. Inoltre, l'ingresso del nuovo personale dovrà comunque rispettare la programmazione triennale di ogni ente e non assorbire il 50% delle risorse finanziarie stanziate per le assunzioni.

GLI ESUBERI NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Le norme introdotte dal governo, dunque, sono un po' delle misure-tampone che rinviano in avanti i problemi di qualche mese. Poi, i precari della pubblica amministrazione dovranno vedersela con le norme della spending review , la revisione di tutte le voci di spesa dello stato, che ha messo in programma una pesante sforbiciata agli organici della Pa (con più di 7mila esuberi nei prossimi mesi). A sbrogliare il bandolo della matassa, però, sarà probabilmente il nuovo governo che uscirà dalle urne alla fine di febbraio.

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