Lavoro

Esodati della scuola, perché ora possono andare in pensione

Sbloccato il provvedimento che consente al personale dell'istruzione di mettersi a riposo con la quota 96, tra età anagrafica e anni di carriera. Intanto l'Inps comunica i dati sugli assegni: il 43% sono sotto i mille euro

La protesta di alcuni insegnanti – Credits: Luca Zennaro/Ansa

Il 43% dei pensionati italiani prende meno di mille euro al mese lordi e il 13% non arriva a 500 euro. Sono i dati diffusi dall'Inps nella consueta relazione annuale, presentata oggi a Montecitorio dal commissario straordinario dell'ente, Vittorio Conti . Le cifre sono però note da anni e non rappresentano affatto una notizia straordinaria. La vera novità degli ultimi giorni, in materia di previdenza, riguarda 4mila lavoratori del settore dell'istruzione, da tempo definiti “esodati della scuola”. Dopo un paio di anni di attesa, presto gli esodati della scuola dovrebbero andare in pensione grazie a un emendamento al decreto di riforma della pubblica amministrazione.

GLI ESODATI DELLA SCUOLA

Si tratta per lo più di insegnanti che, al pari degli esodati dell'industria, sono rimasti beffati dall'ultima riforma previdenziale ideata dall'ex-ministro del welfare, Elsa Fornero, che ha innalzato di colpo l'età del pensionamento. In pratica, quando è arrivato il giro di vite della Fornero, c'erano 4mila dipendenti scolastici che avevano maturato il diritto a mettersi a riposo con i vecchi requisiti previdenziali, cioè con la cosiddetta quota 96. Si tratta di una soglia di accesso al pensionamento, in vigore fino al 2012, che permetteva di ritirarsi dal lavoro non appena la somma dell'età e degli anni di carriera del dipendente superava appunto il livello di 96. Era cioè possibile andare in pensione con 61 anni all'anagrafe e 35 di servizio, oppure con 60 anni di età e 36 di carriera.

Nel dicembre del 2012, queste regole vennero cancellate di colpo dalla riforma Fornero. Peccato, però, che 4mila dipendenti del settore dell'istruzione avevano già presentato la domanda di pensione ma erano ancora impegnati a completare l'anno scolastico, il cui termine era previsto ovviamente nell'agosto successivo.

PENSIONI, COSA CAMBIA DAL 2014

Per mettere in salvo questi lavoratori (e consentire loro di andare in pensione) è stato presentato un apposito disegno di legge, per iniziativa di Manuela Ghizzoni (Partito Democratico) e Maria Marzana (Movimento 5 Stelle).La Ragioneria Generale dello Stato, ha tuttavia bocciato il provvedimento, per mancanza di coperture finanziarie. Ora, però, si vede all'orizzonte una schiarita. Nel decreto sulla pubblica amministrazione (Pa) è stato inserito un emendamento che consente agli esodati del settore istruzione di andare in pensione con le vecchie regole vigenti nell'anno scolastico 2011-2012 . Questa piccola ma importante modifica al decreto Pa verrà discussa in aula verso il 10 luglio ma ha già ottenuto il parere del governo. Manca dunque solo il voto finale del Parlamento che, almeno stavolta, non dovrebbe fare scherzi.

LA RIFORMA DELLE PENSIONI DI ELSA FORNERO

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