Lavoro

Nuove partite Iva: crollano le attività finanziarie, boom dei regimi fiscali agevolati

A maggio è calato del 6,9% il numero complessivo delle posizioni aperte, sintomo di una crisi ancora persistente

– Credits: Imagoeconomica

Seguire con attenzione il trend di sviluppo delle partite Iva nel nostro Paese può essere un buon modo per capire a che punto siamo con la crisi. Ebbene, gli ultimi dati aggiornati pubblicati dall’Osservatorio del Dipartimento delle Finanze e relativi allo scorso mese di maggio, purtroppo non sembrano essere molto incoraggianti. Sono state aperte infatti 43.643 nuove partite Iva con un calo del 6,9% rispetto a maggio del 2013. Se si considera poi la ripartizione delle nuove posizioni per settore produttivo, si scopre che il commercio si conferma al primo posto con un numero di aperture di partite Iva pari al 23,9% del totale, seguito dalle attività professionali con il 13,1% e dall’agricoltura con il 10,4%.

COSA SI NASCONDE DIETRO UNA PARTITA IVA

Rispetto al maggio 2013, tra i principali settori, gli incrementi maggiori si registrano nei servizi di informazione e comunicazione (+3,7%) e nel trasporto e magazzinaggio (+3,3%), mentre le flessioni più significative si osservano nei settori delle attività finanziarie (-41,2%) che subiscono un vero tracollo, delle attività immobiliari (-13%) in considerazione della pesante recessione che vive in particolare questo comparto, delle attività professionali, scientifiche e tecniche (-9,5%) e delle costruzioni (-9,1%).

PARTITE IVA, ECCO TUTTE LE NUOVE REGOLE

Altro elemento interessante da mettere in evidenza è quello legato ai cosiddetti regimi fiscali agevolati. Sono infatti sempre tanti i soggetti che aprono una nuova partita Iva cercando di approfittare di una tassazione agevolata, sintomo anche questo di una situazione economica generale ancora poco rassicurante. Non è dunque una sorpresa rilevare che  il 26,5% delle nuove aperture di partite Iva, ovvero quasi un terzo, pari esattamente a 11.584, ha aderito al regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità. E’ bene ricordare a questo proposito che il regime di vantaggio limita per cinque anni l’imposta dovuta al 5% degli utili dichiarati, esonerando i contribuenti interessati dal pagamento di Iva e Irap.

LAVORO AUTONOMO, SE IL FISCO DIVENTA UN MACIGNO

Altro fattore da mettere in evidenza è poi quello legato alla natura giuridica delle partite Iva aperte. Continuano in questa fase a predominare infatti le singole persone fisiche, a testimonianza che, ancora una volta, la crisi spinge tanti soggetti a tentare la strada del lavoro autonomo a fronte di opportunità di occupazione dipendente che continuano a scarseggiare. In questo senso, i numeri sono emblematici: il 73,3% delle nuove aperture è relativo infatti alle persone fisiche, il 19,9% alle società di capitali, e solo il 6% alle società di persone.

E ORA CI SI METTONO ANCHE I PAGAMENTI ELETTRONICI...

Un’ultima notazione infine la merita sicuramente la ripartizione territoriale delle nuove posizioni. Anche qui non ci sono grandi sorprese. Il 41,5% delle partite Iva avviate a maggio 2014 infatti è localizzato al Nord, il 29,3% al Centro e il 35,8% al Sud e Isole. Nel confronto con lo stesso mese dell’anno precedente, le aperture aumentano per la sola Sicilia (+4,9%), mentre si riducono in misura consistente in Molise (-21,4%) e nella Provincia Autonoma di Bolzano (-23,3%).

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