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Lavoro

Licenziato, ricco e felice

Da Anna Wintour a Michael Bloomberg fino a Madonna. Storie di chi è stato lasciato a casa da un’azienda che, senza saperlo, lo ha trasformato in milionario

Il sindaco di New York Michael Bloomberg durante un discorso a inizio settembre (Credits: AP Photo/Henny Ray Abrams)

‘Suggerisco a tutti di venire licenziati’, ha dichiarato Anna Wintour, il potentissimo direttore di Vogue America. E no, non si tratta di una battuta, ma di un commento rilasciato a ragion veduta. Wintour, infatti, è stata licenziata da Harper’s Bazaar da cui era stata assunta come junior fashion editor. I suoi scatti innovativi, infatti, non erano piaciuti al direttore che la trovava troppo eccessiva. Così, in nove mesi, è arrivato il benservito che, in realtà, è stato un trampolino di lancio.

L’ispiratrice de ‘Il diavolo veste Prada’, però, non è sola nel club dei licenziati eccellenti. Con lei, infatti, ci sono manager e milionari che non sarebbero tali se non fossero stati invitati a prendere la porta. Per esempio, nel gruppo c’è la 18esima persona più ricca degli Stati Uniti, nonchè Sindaco di New York, fa sapere Business Insider . Quello stesso Michael Bloomberg estromesso dalla banca d’affari di cui era socio, dopo l’acquisizione da parte della futura Citigroup. L’assegno con cui se ne è andato gli è stato d’aiuto per dare vita alla sua società di servizi. E il resto è storia.  

Nel club, c’è anche Madonna . Il suo impiego in un negozio della catena Dunkin’ Donuts non è durato nemmeno un giorno e si è concluso con della marmellata rovesciata sui clienti. Prima di diventare la ‘Material Girl’, Veronica Ciccone ha accumulato una lunga esperienza come impiegata dei fast food, fino a che non è venuta in contatto con l’ambiente punk rock della Grande Mela alla fine degli anni Settanta. Oprah Winfrey , la cui fortuna è stimata in 2,7 miliardi di dollari, è stata rimossa dal ruolo di reporter dall’emittente Wjz-Tv, perchè troppo emotiva nelle storie che raccontava. Il suo ruolo, dunque, è stato ridimensionato e le è stato assegnato uno show durante la giornata che, in breve tempo, è diventato un grandissimo successo e ha fatto da volano alla sua carriera.

Robert Redford è stato cacciato da Standard Oil, perchè indolente e poco qualificato: senza la sua lettera di licenziamento, probabilmente, non ci sarebbe stato il Sundance Festival , ma anche uno fra gli attori più attraenti della storia del cinema. Lee Iacocca, cacciato da Ford, ha accettato la proposta di Chrysler, casa automobilistica sull’orlo del fallimento. Ma con il prestito ottenuto dal Governo e le buone idee che Ford aveva ignorato per anni – Dodge Caravane e Plymouth Voyager, per esempio – Iacocca ha rimesso in piedi l’azienda.

Bernie Marcus e Arthur Blank, invece, lavoravano per Handy Dan, una catena californiana di negozi per il fai da te, ma il nuovo management voleva il rinnovo totale dei vertici. Dal loro licenziamento, è nata Home Depot che oggi conta 2.248 punti vendita, un giro d’affari di 70 miliardi di dollari e 331mila dipendenti. Handy Dan, invece, è scomparsa da quel dì. Thomas Edison era un impiegato di Western Union. Edison aveva chiesto di fare il turno di notte, perchè questo gli permetteva di fare esperimenti che sono andati avanti fino a quando, per errore, ha rovesciato dell’acido da una batteria che ha bucato il pavimento e danneggiato la scrivania del direttore al piano inferiore. La lettera di licenziamento non si è fatta attendere ed è stato il primo passo della carriera di inventore più prolifico della storia.

Mark Cuban ha perso il suo lavoro di commesso in un negozio di computer, perchè una mattina era troppo impegnato a occuparsi di generare new business con un potenziale cliente e ha dimenticato di aprire il negozio. Privo di un’occupazione, ha dato vita a MicroSolutions, un integratore di sistemi e rivenditore di software e poi a Broadcast.com, acquista da Yahoo! Per 5,9 miliardi di dollari nel 1999. Walt Disney non ha funzionato nell’editoria: il direttore del quotidiano Kansas City Star che l’ha licenziato lo riteneva ‘privo di immaginazione e buone idee’. Ma ciò non gli ha impedito di portare a casa 26 Oscar e di dare vita a un impero dell’intrattenimento che oggi impiega 156mila persone e ha un giro d’affari complessivo di 40 miliardi di dollari.

Infine, c’è JK Rowling , un fra le donne più ricche del Regno Unito che ha all’attivo un licenziamento da parte di Amnesty International per cui lavorava come segretaria, a Londra. Oltre ad aver creato un personaggio che oggi vale 15 miliardi di dollari, Rowling ha scritto della propria esperienza un saggio intitolato: ‘I fringe benefits del fallimento’.  ‘Fallire ha significato togliere quanto non era essenziale. Ho smesso di prentendere di essere qualche cosa che non ero e ho cominciato a dirigere tutte le mie energie per portare a termine l’unica cosa che mi interessava. Se non avessi incontrato queste difficoltà, non sarei dove sono adesso. Infatti, ero finalmente libera: la mia più grande paura si era realizzata, ma io ero ancora viva. Avevo una figlia che adoravo e una vecchia macchina per scrivere e un’idea buona idea. Sono partita da qui, per ricostruire la mia vita’. E i risultati, anche in questo caso, non sono mancati.  

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