Lavoro

Sette segreti per dipendenti più felici e produttivi

Non è vero che i benefit moltiplicano il rendimento: secondo gli esperti esistono alternative che portano risultati migliori

L’ingegnere di prodotto Marcus Hold lavora alla messa a punto del robot RoboThespian presso la britannica Cornish Company (Matt Cardy/Getty Images)

Non importa quale sia il proprio tipo di business, secondo Leonard Glick, professore di management e di sviluppo organizzativo presso la Northeastern University di Boston, saper rendere felici i propri dipendenti è la chiave per il successo. Ma quali sono i segreti per un traguardo che sembra inarrivabile? L’esperto, intervistato da Forbes , ne svela sette. Il primo riguarda il senso di appartenenza. “Organizzare il team attorno a un prodotto o un servizi significa dare alle persone la responsabilità di ciò che si vende al cliente. Il lavoro, dunque, non sarà semplicemente un posto dove si fanno delle cose, ma un risultato che si vuole ottenere”. Quando non è possibile assegnare l’intero percorso a un unico team, bisogna fare in modo che il gruppo conosca i membri degli altri team e sia al corrente del loro lavoro. Inoltre, è importante poter portare idee al processo . Se i ruoli sono troppo specializzati, sì alla rotazione delle mansioni per generare un senso di appartenenza.

Regola numero due: permettere ai dipendenti di mettersi alla prova e testare i propri limiti. Nuove responsabilità aumenteranno la loro fiducia in se stessi.  “Il rischio più grosso è quello di avere dipendenti esauriti o annoiati”, osserva Glick. Terzo: i dipendenti sono adulti e vanno trattati come tali. “Bisogna dirgli le cose come stanno, anche quando non si tratta di buone notizie”, avverte l’esperto. Voci e informazioni incontrollate possono fare più danni. Ne consegue – e questo è il quarto segreto – che i dipendenti vanno tenuti informati su qualsiasi decisione aziendale: “Condividere le informazioni rafforza la sensazione nei dipendenti di essere una parte importante dell’organizzazione”.  Quinto suggerimento: il capo deve comportarsi come un leader. “Un atteggiamento alla pari non funziona, perchè prima o poi verrà il momento in cui si dovranno prendere delle decisioni e l’incoerenza è un nemico molto pericoloso”. Il sesto e il settimo suggerimento riguardano la sfera economica, in particolare stipendio e benefit :“Il compenso deve essere equo e adeguato, ma la vera molla della motivazione si trova da un’altra parte: nelle sfide e nello scopo del lavoro, nell’opportunità di imparare e di dare il proprio contributo”. Analogamente, i benefit sono importanti all’inizio, ma nel tempo perdono la propria capacità di tenere alta la motivazione: “perchè non sono una fonte di ispirazione”, conclude Glick. 

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