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Lavoro

Esodati, i tre motivi per cui la questione è ancora irrisolta

Il ministro Fornero dice di aver eliminato il problema di chi è rimasto senza lavoro e senza pensione. Ma i sindacati non sono affatto d'accordo

Una manifestazione di esodati (credits:Massimo Percossi/Ansa)

Balletti di cifre, dichiarazioni un po' troppo trionfalistiche e molta confusione. In questo clima, qualche giorno fa sono stati annunciati i provvedimenti messi in cantiere dal governo e dalla maggioranza per risolvere il problema degli esodati: i lavoratori che negli anni scorsi hanno firmato un accordo per mettersi in mobilità e che ora, purtroppo, rischiano di rimanere senza un impiego e senza la pensione, per effetto della manovra previdenziale attuata nel dicembre scorso dal ministro del welfare, Elsa Fornero (che ha allungato l'età del pensionamento).

LA RIFORMA DELLE PENSIONI DI ELSA FORNERO

Tutta la questione-esodati sembrava risolta dopo l'approvazione di un emendamento bipartisan alla Legge di Stabilità , ideato dall'ex-ministro Renato Brunetta del Pdl e dal deputato del Pd Pier Paolo Baretta, che hanno proposto di far pagare la tutela degli esodati a chi riceve una pensione lorda sopra i 3mila euro. Tuttavia, i sindacati e molti comitati di lavoratori hanno immediatamente fatto notare che il provvedimento messo in cantiere alla Camera non risolve tutti i problemi ancora sul piatto. Ecco, di seguito spiegato il perché.

IL TESORETTO DELLE PENSIONI D'ORO

IL PROBLEMA DEGLI ESODATI

TUTELE FINO AL 2014. Innanzitutto, come ha rilevato la Cgil, i lavoratori salvaguardati dall'emendamento  sono quelli che maturano il diritto alla pensione entro il dicembre del 2014, con le vecchie regole in vigore prima della riforma Fornero. Nulla è stato detto sulle persone che acquisiscono i requisiti dal 2015 in poi.

IL REBUS DELLE AZIENDE FALLITE. Per adesso, sono stati esclusi dalle salvaguardie i lavoratori che sono entrati in mobilità prima del 2011 a causa del fallimento dell'azienda (e non in seguito ad accordi stipulati a livello governativo o territoriale con la stessa impresa). Eppure, secondo i sindacati, questi lavoratori sono in questo momento i più bisognosi di tutele.

I CONTRIBUTORI VOLONTARI BEFFATI. Rimane aperta  la questione dei lavoratori che avevano iniziato a versare dei contributi volontari per maturare il diritto alla pensione con i vecchi requisiti precedenti la riforma Fornero. Si tratta di migliaia di persone che sono stati licenziate per vari motivi ma che non possono essere classificate come esodati, poiché non hanno firmato degli accordi con l'azienda per mettersi in mobilità. Ora, tutti questi lavoratori stanno subendo una beffa: dopo aver prosciugato una parte dei propri risparmi per pagare i contributi e raggiungere la tanto agognata pensione, non possono più riceverla poiché la riforma Fornero glielo impedisce.

ECCO CHI HA DIRITTO ALLE TUTELE

IL NUOVO FONDO PER GLI ESODATI

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