Lavoro

Esodati: cosa non ha ancora fatto il governo Letta

Tutti i problemi ancora irrisolti per chi è rimasto senza lavoro e senza pensione. L'esecutivo annuncia provvediementi, ma finora ha stanziato solo 700 milioni di euro

Una protesta di lavoratori esodati (credits:Alessandro Di Meo/Ansa)

"Al Consiglio dei ministri di mercoledì prossimo affronteremo il problema terribile degli esodati”. E' la promessa fatta qualche giorno fa alla Festa Democratica dal premier Enrico Letta, che si è impegnato nuovamente a tutelare chi è rimasto senza pensione e senza lavoro, per effetto dell'ultima riforma previdenziale del governo Monti, ideata dall'ex-ministro del welfare, Elsa Fornero.

ESODATI QUARTA TRANCHE

Il presidente del consiglio e il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini , hanno più volte dichiarato che la questione degli esodati verrà riaperta a settembre, con l'obiettivo di fornire nuove salvaguardie ad almeno 20-30mila persone in più, oltre alle 130mila circa già tutelate con diverse leggi dal governo Monti. Per adesso, Letta si è infatti impegnato soltanto in un'operazione di piccolo cabotaggio, stanziando una somma di 700 milioni di euro in favore di una quarta tranche di esodati, corrispondenti a una platea di circa 6.500 lavoratori che hanno subito un licenziamento individuale prima del dicembre 2011.

GLI ESODATI E IL GOVERNO LETTA

E' chiaro che c'è bisogno di uno sforzo maggiore visto che, nel frattempo, sulla questione degli esodati le cifre rimaste uguali. In totale, secondo le stime più accreditate, le persone che rischiano (o che hanno rischiato) di rimanere senza lavoro e senza pensione entro il 2017 sono nel complesso 320-350mila. Di questi, oltre 11mila sono già in pensione e altri 120mila circa (già salvaguardati per legge) ci andranno entro il 31 dicembre 2014. C'è però il “problema nel problema” che riguarda gli esodati ante-2010, cioè i lavoratori che hanno firmato degli accordi per mettersi in mobilità prima di tre anni or sono e che, pur essendo stati salvaguardati per legge, dovranno rimanere per diversi mesi senza reddito, prima di accedere al pensionamento. Si tratta in totale di circa 5mila persone in attesa di un sussidio dallo stato, già previsto da un apposito decreto che si è però smarrito nelle stanze ministeriali.

STORIE DI ESODATI

Nulla si sa ancora, invece, degli esodati che matureranno i requisiti per accedere al pensionamento (con le vecchie regole precedenti alla riforma Fornero) soltanto dal 2015 in poi. Per metterli tutti in salvo, secondo i calcoli effettuati tempo fa dalla Ragioneria Generale dello Stato, ci vorrebbero 3 miliardi di euro all'anno nell'arco del prossimo quinquennio. E' una cifra oggi difficile da pescare nelle maglie del bilancio pubblico e che rischia di intaccare i risparmi di spesa generati dalla riforma Fornero, stimati nell'ordine di 80 miliardi di euro in dieci anni, corrispondenti a circa 7-8 miliardi ogni 12 mesi. Nelle prossime settimane, dunque, per Letta e Giovannini non sarà facile sbrogliare il bandolo della matassa.

GLI ESODATI ANTE-2010 CHE ASPETTANO I SOLDI

LA RIFORMA DELLE PENSIONI DI ELSA FORNERO

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