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Lavoro

Disoccupazione: per combatterla, cancelliamo i disoccupati. Il paradosso della Riforma Fornero

Dal 2013, la nuova legge sul lavoro cambia i requisiti per iscriversi al collocamento. Escludendo migliaia di precari

Il ministro del welfare, Elsa Fornero (Maurizio Degl'Innocenti/Ansa)

Meno posti di lavoro, ma anche meno disoccupati. E' il paradosso che potrebbe verificarsi in Italia il prossimo anno, per effetto dell'ultima riforma del lavoro, voluta dall'attuale ministro del welfare, Elsa Fornero .

TUTTO SULL'ULTIMA RIFORMA DEL LAVORO

Nel testo della legge, c'è infatti un aspetto finora un po' trascurato, che è stato però messo in evidenza dalla Cgil e, più di recente, anche dalla Commissione Lavoro per la Conferenza delle Regioni, presieduta dall'assessore alle attività produttive della Toscana, Gianfranco Simoncini.

LA DISOCCUPAZIONE TRA GLI OVER40

Nello specifico, la questione riguarda i requisiti che i lavoratori italiani devono rispettare per ottenere lo status di disoccupato, cioè per iscriversi al collocamento e ricevere gli ammortizzatori sociali. Oggi, secondo le vecchie leggi precedenti la Riforma Fornero, viene classificato come senza-lavoro anche chi, oltre ad aver perso un impiego, svolge in maniera saltuaria un'attività professionale in forma autonoma o con un contratto precario, come le collaborazioni a progetto (co.co.pro) o le collaborazioni coordinate e continuative (co.co.pro). In questi casi, per ottenere lo status di disoccupato, basta rispettare un unico requisito: non percepire un reddito superiore agli 8mila euro annui (nel caso delle assunzioni precarie) o di 4.500 euro (per le prestazioni di lavoro autonomo).

I DATI SULLA DISOCCUPAZIONE IN ITALIA

Nel 2013, invece, non sarà più così. Secondo il testo della Riforma Fornero, infatti, lo status di disoccupato spetta soltanto  a chi non svolge alcun tipo di attività lavorativa. Non è difficile capire quali saranno le conseguenze di questo cambiamento legislativo. Molte persone che perdono il posto e cercano subito di arrangiarsi con qualche lavoretto saltuario, rischiano di non poter più beneficiare dell'assistenza alla disoccupazione.

IL CALVARIO DEI DISOCCUPATI ITALIANI

Secondo Simoncini, le persone potenzialmente danneggiate da queste norme sono decine di migliaia in tutta Italia. Di conseguenza, le Regioni chiedono di modificare al più presto la Riforma Fornero, reintroducendo i vecchi requisiti per ottenere lo status di disoccupato e per iscriversi al collocamento. Oppure, se proprio si vuole rendere le regole più stringenti, occorre permettere comunque a chi è rimasto senza un impiego di svolgere qualche lavoretto saltuario, entro determinato limiti di reddito. In caso contrario, oltre a trovarsi in grave difficoltà, molti disoccupati potrebbero essere spinti a rifiutare qualche offerta di collaborazione flessibile, regolarmente retribuita, e preferire invece ricorrere al lavoro nero. Non sarebbe certo un bel risultato per una riforma che aveva l'obiettivo di modernizzare il sistema del welfare e combattere la precarietà.

LE CRITICHE ALLA RIFORMA DEL WELFARE

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