Lavoro

Disoccupazione in crescita: 12,6% a maggio

Sale dello 0,1% rispetto ad aprile e dello 0,5% rispetto a 12 mesi fa. Record della disoccupazione femminile. Quasi senza impatto le misure dei governi Letta e Renzi

Il ministro dell'Economia, Piercarlo Padoan insieme con il ministro del Lavoro Giuliano Poletti. (Credits: Andreas Solaro/Afp)

La disoccupazione a maggio torna a salire: dal 12,5% di aprile al 12,6%. Lo afferma l’Istat che ha diffuso i dati provvisori in contemporanea con gli uffici statistici di tutti i Paesi Ue. Se si vuole cercare una nota di ottimismo si può fare il confronto con il massimo storico: a gennaio e febbraio la disopccupazione in Italia era al 12,7% e quindi, in tre mesi, è scesa dello 0,1%. Troppo poco per guardare con fiducia al futuro anche perché rispetto allo stesso mese dello scorso anno il peggioramento è dello 0,5%.

I dati preliminari dell’Istat certificano il flop delle ultime tre operazioni che il governo Letta, prima, e il governo Renzi, poi, hanno messo in campo per contrastare la crescita del numero di persone senza lavoro. Il governo di Enrico Letta, nel 2013, ha varato uno speciale “bonus giovani” che consisteva in uno sgravio molto importante del costo del lavoro per le imprese che avessero assunto ragazzi fino a 29 anni di età. Il risultato è che le persone assunte grazie a questa misura sono state appena 22 mila in un anno, troppo poche per intaccare il numero dei giovani senza lavoro: oltre 630mila.

Il governo Renzi ha poi riformato la parte della legge Fornero riguardante i contratti a termine eliminando l’obbligo della causalità per i contratti a termine fino a 3 anni. Successivamente sempre il ministro Poletti ha varato lo “youth guarantee” che si è rivelato, anch’esso, uno strumento poco adeguato all’emergenza. A fronte di 630mila giocani disoccupati, quelli che si sono registrati sul portale del ministero per ottenere assistenza sono stati appena 98mila, ma la cosa peggiore è che per loro i posti disponibili sono solo 3.352. L'insieme di queste misure, rivolte quasi esclusivamente ai giovani, ha avuto un impatto molto limitato: i ragazzi che non lavorano sono il 43%, con un calo dell'indice dello 0,3% rispetto ad aprile, ma in crescita del 4,3% rispetto ad un anno fa. Addirittura peggio i dati che riguardano la disoccupazione femminile che è arrivata al 13,8%, il livello più elevato da dieci anni a questa parte.

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