Lavoro

Dipendenti statali: quanti sono e quanti saranno (in meno)

I dati dell'Inps mostrano come siano meno di 2 milioni i lavoratori nella pubblica amministrazione. Per il 2016 il tournover sarà ridotto del 40%

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Il ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia – Credits: ANSA/CLAUDIO PERI

Piove ancora sui dipendenti statali che non ci stanno e dichiarano ''guerra'' alla manovra. Sono sempre meno e sempre meno pagati. Per questo annunciano la mobilitazione ed anche una manifestazione unitaria nelle prossime settimane contro risorse "inadeguate e fittizie", blocco del turnover e tagli del salario accessorio.

Insomma contro una legge di Stabilità che "fa pagare il risanamento ai lavoratori". Così le segreterie di Cgil, Cisl e Uil partono con una "mobilitazione durissima". La situazione degli statali emerge intanto dal combinato disposto dato dai numeri diffusi dall'Inps e dalla norma ancora in bozza della Legge di Stabilità.

Sotto la soglia dei 3 milioni

Secondo l'Istituto nazionale di previdenza, nel 2014 il numero dei dipendenti dell'Amministrazione Pubblica (il primo datore di lavoro l'Italia) sono scesi sotto la soglia di 3 milioni (a 2.953.000 con un calo di circa 90.000 unità sul 2013). Tre anni prima, nel 2011 lo Stato dava ancora lavoro a 3,23 milioni di persone: con il blocco del turn over sono state tagliate 300.000 unità.

A far ritornare i dipendenti pubblici sopra la soglia dei 3 milioni bisogna ricorrere ai precari. Nel 2014 infatti i contratti a tempo determinato sono stati circa 270 mila portando il numero degli stipendiati a 3,22 milioni. Il 2016 sembra sarà l'anno della svolta per l'economia italiana, ma è ancora difficile vederla nelle buste paga degli statali, salvo sorprese nel rinnovo del contratto dopo sei anni di blocco.

Nuove assunzioni in calo (per ora)

A giudicare dalle norme contenute in una nelle ultime bozze circolanti della Legge di Stabilità, ancora in fase di limatura a Palazzo Chigi, il turn over nelle Pubbliche Amministrazioni sarà tagliato del 40%. O per meglio dire: la spesa per le nuove assunzioni sarà nel 2016 al 40% della spesa degli stipendi pagati alle persone andate in pensione nell'anno precedente. Insomma un risparmio del costo del lavoro del 60%. Questo non significa che i nuovi posti di lavoro saranno 60% meno di quelli cessati ma il taglio ci sarà.

Le cose miglioreranno negli anni successivi. Nel 2017 la percentuale di spesa aumenterà al 60%, e nel 2018 al 70%, sempre dell'anno precedente. La disposizione riguarda sia le amministrazioni centrali, sia le amministrazioni locali.

Stretta sui trattamenti accessori

Sempre secondo una delle ultime bozze della Stabilità, a partire dal prossimo anno è prevista una stretta sui trattamenti accessori della dirigenza pubblica. L'alleggerimento degli stipendi riguarderà anche gli staff dei ministri e dei sottosegretari. A partire dal 2016 le risorse destinate al trattamento economico accessorio per i dirigenti sono ridotte del 20%.

Contemporaneamente è ridotto del 10% l'ammontare delle risorse destinate ai "fondi delle retribuzioni di posizione e di risultato" dei dirigenti. Inoltre le indennità spettanti ai responsabili degli uffici in diretta collaborazione con i Ministeri saranno tagliati, negli anni 2016, 2017, 2018, del 10% rispetto alle indennità spettanti nel 2015. In generale, si legge nella bozza, le spese per il personale della pubblica amministrazione, compresi gli incarichi di collaborazione coordinata e continuativa, sono ridotte del 10% rispetto alla spesa del 2015.

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