Lavoro

Decreto Lavoro: le sette novità

Circa 800 milioni di euro fino al 2016 per incentivare la stabilizzazione del lavoro dei giovani tra 18 e 29 anni, cambiamenti nella durata dei contratti e nell'apprendistato, Youth garantee

UPDATE: in questo articolo vi parlavamo delle novità del decreto lavoro approvate al Senato il 1 agosto. Ora il testo è passato alla Camera ed è stato definitivamente approvato sull'impianto iniziale che avevamo già proposto. In tutto si mettono sul piatto 800 milioni per incentivare la stabilizzazione dei giovani entro il 2016. Vi riproponiamo tutte le novità, questa volta davvero definitive.

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GLI INCENTIVI ALLE ASSUNZIONI
Sono stati stanziati 796 milioni di euro entro il 2016 come agevolazioni per le imprese che reclutano nel proprio organico a tempo indeterminato entro il 30 giugno 2015 un giovane di età compresa tra 18 e 29 anni, che deve possedere anche almeno uno dei seguenti requisiti: essere senza un impiego regolarmente retribuito da più di 6 mesi, non avere un diploma di scuola superiore o una qualifica professionale. È stata cancellata la norma che prevedeva che dovessero vivere da soli o avere dei familiari a carico. Le agevolazioni arriveranno sino a un massimo del 33% della retribuzione lorda e avranno comunque un tetto di 650 euro al mese. La durata sarà invece di un anno e mezzo, nel caso di nuove assunzioni e di 12 mesi per i contratti a termine che vengono convertiti in un rapporto stabile a tempo indeterminato a cui deve però anche corrispondere l'assunzione entro un mese di un altro lavoratore.

LE NOVITA' SUI CONTRATTI A TERMINE
Il contratto a termine senza una causa precisa può durare sempre 12 mesi ma può essere prorogato. Sono stati ridotti gli intervalli di tempo che devono trascorrere tra un contratto di assunzione a tempo determinato e il suo successivo rinnovo. La riforma Fornero aveva fissato una pausa obbligatoria tra 60 e 90 giorni. Con il Decreto Lavoro, si torna al vecchio regime che prevede un intervallo di appena 10 giorni se il contratto iniziale aveva una durata inferiore a 6 mesi e di 20 giorni se l'assunzione originaria aveva una invece scadenza ultra semestrale.

LA DOTE ASPI
Tutte le aziende che assumono un disoccupato (di qualunque età) con un contratto a tempo indeterminato avranno diritto a incassare la Dote Aspi, cioè il 50% dei sussidi alla disoccupazione che sarebbero spettati ancora al dipendente e non sono stati ancora percepiti. La dote però non è concessa se i lavoratori, nei sei mesi precedenti alla nuova assunzione, sono stati licenziati da un'impresa simile a quella che ora vuole assumere o se è da questa controllata.

CONTRATTI A CHIAMATA
Sono stati introdotti nuovi vincoli sul lavoro intermittente o a chiamata, cioè su quei contratti di assunzione che permettono alle aziende di reclutare del personale in maniera saltuaria, per effettuare delle prestazioni discontinue. Per l'utilizzo delle assunzioni a chiamata, è previsto un tetto massimo di 400 giorni in 3 anni (a partire dall'entrata in vigore del decreto) superato il quale il lavoro si trasforma a tempo pieno e indeterminato. Sono esclusi però da questo regime i settori del turismo, del commercio e dello spettacolo.

COLLABORAZIONI A PROGETTO
Meno vincoli per le collaborazioni a progetto. La norma che escludeva la possibilità di usare questo tipo di contratti per lo svolgimento di compiti "esecutivi o ripetitivi" è stata trasformata in "esecutivi e ripetitivi" in modo da allentare le maglie del divieto. Se poi il motivo per cui è stato sottoscritto un contratto a progetto continua nel tempo (per esempio un'attività di ricerca o similare) il contratto prosegue automaticamente. È stata poi estesa anche ai collaboratori a progetto la normativa sulle dimissioni in bianco , cioè contro le pratiche scorrette che alcuni datori di lavoro adottano ai danni delle dipendenti donne (e non solo). Al momento dell'assunzione, alcune aziende obbligano infatti il personale a firmare preventivamente una lettera di dimissioni che viene “rispolverata” dal datore di lavoro nel momento del bisogno, per esempio quando una lavoratrice resta incinta e vorrebbe usufruire del congedo di maternità. La Riforma Fornero ha introdotto regole più severe contro questa pratica, con una sorta di certificazione delle dimissioni del dipendente che ora viene estesa anche ai collaboratori a progetto.

APPRENDISTATO
Entro il 30 settembre la Conferenza Stato-Regioni dovrà fissare le regole per disciplinare l'apprendistato introdotto con nuove caratteristiche dalla riforma fornero ma che vuole essere etichettato meno come straordinario e temporaneo.
LE IDEE DEL MINISTRO GIOVANNINI SULL'APPRENDISTATO

YOUTH GARANTEE
È stato predisposto un gruppo di lavoro per studiare le modalità di applicazione dal 1 gennaio 2014 della Youth Garantee, il programma comunicatorio di Garanzia per i giovani che prevede per l'Italia 450 milioni di euro di fondi. COS'È LA GARANZIA GIOVANI

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I DANNI DELLA RIFORMA FORNERO

TUTTO SULL'ULTIMA RIFORMA DEL LAVORO

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