Lavoro

Decreto Lavoro: ecco chi avrà gli incentivi di Letta e chi no

Il Consiglio dei Ministri ha intodotto agevolazioni contributive per i neo-assunti. Ma a beneficiarne saranno solo i giovani con meno di  29 anni, senza il diploma o con familiari a carico oppure disoccupati da più di 6 mesi

Il premier Enrico Letta e il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni

Uno stanziamento di un miliardo e mezzo di euro e un obiettivo ambizioso: creare 200mila nuovi posti di lavoro, soprattutto tra i giovani. Sono queste, in sintesi, le caratteristiche del nuovo pacchetto di misure contro la disoccupazione appena varate dal governo Letta, al termine della riunione odierna del Consiglio dei Ministri.

GLI INCENTIVI ALLE ASSUNZIONI

Il punto cardine del nuovo Piano per il Lavoro sarà rappresentato dalle agevolazioni contributive per le aziende che assumono stabilmente un dipendente disoccupato. Per attuare questo provvedimento, l'esecutivo ha stanziato una somma di 794 milioni di euro, che verranno destinati prevalentemente alle aree del paese più disagiate, cioè alle regioni del Sud. A ben guardare, almeno secondo la prima bozza delle misure appena messe in cantiere, gli sgravi introdotti dal governo saranno molto circoscritti. Ecco le caratteristiche che devono avere i disoccupati che beneficeranno delle agevolazioni.

-Avere un età compresa tra 18 e 29 anni

Inoltre, occorre possedere almeno uno dei seguenti requisiti:

-Essere senza un impiego regolarmente retribuito da più di 6 mesi

-Non avere un diploma di scuola superiore o una qualifica professionale

-Vivere da soli e avere dei familiari a carico

Inoltre, l'ammontare delle agevolazioni arriverà sino a un massimo del 33% della retribuzione lorda complessiva e avrà comunque un tetto di 650 euro al mese. La durata dei benefici sarà di un anno e mezzo, nel caso delle nuove assunzioni, e di 12 mesi per i contratti a termine che vengono convertiti in un rapporto stabile a tempo indeterminato. Si tratta dunque di requisiti abbastanza stringenti, che riducono il campo di applicazione del Piano per il Lavoro. Non va dimenticato, poi, che i soldi stanziati non saranno disponibili subito, ma verranno spalmati su diverse annualità. Al Sud, che riceverà gran parte degli incentivi, verranno destinati 100 milioni di euro nel 2013, 150 milioni nel 2014, altri 150 milioni l'anno successivo e 100 milioni nel 2016. Assai più modesta sarà invece la dotazione di risorse destinata al Nord Italia: 48 milioni di euro quest'anno, 98 milioni nel 2014, altrettanti nel 2015 e 50 milioni di euro nel 2016.

NUOVI TIROCINI

Si tratta dunque di pochi soldi, che sembrano però tantissimi se raffrontati a quelli che il governo ha deciso di destinare ad altri provvedimenti minori contro la disoccupazione. Nel Piano per il Lavoro sono previsti infatti dei bonus unitari di 200 euro per le università statali che attivano un tirocinio di inserimento professionale della durata minima di 3 mesi, con enti pubblici o privati. Inoltre, per favorire l'alternanza studio-lavoro, verrà attivato un fondo di 15 milioni di euro, per avviare dei percorsi di inserimento nel mondo produttivo di chi non ha ancora acquisito una qualifica scolastica o universitaria.

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