Lavoro

Collaboratori a progetto: l'indennità per chi viene licenziato

Chi ha un contratto precario e viene lasciato a casa ha diritto a un assegno dall'Inps. Ecco a chi spetta e come funziona

Un assegno straordinario, fino a un massimo di 4mila euro circa, per i collaboratori precari (co.co. o co.pro) che perdono il posto o lo hanno perso nel 2012. E' la nuova indennità entrata in vigore quest'anno con la riforma del lavoro, che porta la firma dell'attuale ministro del welfare, Elsa Fornero .

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A dire il vero, si tratta di un sussidio che esiste già in Italia da un po' di anni. Il ministro Fornero lo ha soltanto cambiato leggermente, rendendolo un po' più corposo, visto che i collaboratori precari hanno dovuto subire uno smacco non da poco: sono stati esclusi dai nuovi sussidi alla disoccupazione (Aspi e Mini-Aspi) istituiti proprio con l'ultima legge sul welfare.

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Ecco come funziona l'indennità per i co.co.co. e chi ne ha diritto.

I BENEFICIARI.

Gli assegni spettano a chi possiede 5 requisiti abbastanza stringenti.

- E' stato disoccupato per almeno 2 mesi.

- Ha lavorato nel 2012 per un'unica azienda committente. In altre parole, l'indennità viene versata esclusivamente a chi aveva un solo  contratto di lavoro, che è stato interrotto o non rinnovato, e non a chi aveva due o più collaborazioni e ne ha persa una.

- Ha percepito nell'anno precedente un reddito inferiore a 20mila euro al lordo  delle tasse.

- E' stato iscritto esclusivamente alla Gestione Separata, cioè quel  particolare fondo pensionistico dell'Inps in cui versano i propri contributi i lavoratori precari.

 - Ha versato almeno un mese di contribuzione pensionistica nell'anno di riferimento (cioè in quello in cui il rapporto di lavoro è  cessato) e ha accantonato almeno 3 mensilità di contributi nell'anno precedente a quello in cui è rimasto disoccupato (4  mensilità dal 2016 in poi).

L'IMPORTO DELL'ASSEGNO.  

L'ammontare del sussidio si calcola con un procedimento un po' complicato (che nel testo della legge non è spiegato benissimo). L'assegno è pari al 7% del massimale contributivo annuo (nel 2012 era 14.930 euro), moltiplicato per il minor numero risultante tra le mensilità contributive accreditate nell'anno precedente (almeno 4) o quelle non coperte invece da contribuzione.

UN ESEMPIO CONCRETO: Per determinare l'indennità, bisogna innanzitutto calcolare il 7% del massimale contributivo: su 14.930 euro, si tratta di una cifra di poco superiore a 1.000 euro. Questo importo va poi moltiplicato per le mensilità a cui ha diritto il lavoratore precario. Se, nell'anno precedente, il collaboratore ha lavorato per 6 mesi e per altri 6 mesi è stato disoccupato, avrà diritto a non più di 4 mensilità (l'importo massimo erogabile) per una somma di circa 4mila euro. Se invece il disoccupato ha lavorato 9 mesi e per altri 3 mesi è rimasto a casa, avrà diritto a circa 3mila euro, cioè a 3 mensilità (corrispondenti al minor numero risultante tra i mesi di contributi minimi necessari ad avere il sussidio, cioè 4, e quello delle mensilità di disoccupazione), .

La richiesta del sussidio va presentata all'Inps o a un Patronato. Occorre ricordare che gli assegni verranno erogati nel 2013 entro le risorse stanziate dal governo, che sono poco superiori ai 100 milioni di euro. Visto che i requisiti per avere l'indennità sono assai stringenti, i soldi dovrebbero però bastare.

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