Lavoro

10 competenze per il lavoro nel 2020

Il sito americano Work Futures attualizza le indicazioni del World Economic Forum

Competenze lavoro

Un professionista al lavoro - 25 luglio 2017 – Credits: iStock - g-stockstudio

Il sito americano Work Futures, punto di riferimento per gli esperti di trend sul mondo del lavoro, ha messo a confronto gli elenchi delle competenze necessarie identificate dal World Economic Forum nell’ambito delle ricerche “Future of Jobs Report” 2015 e 2020.

Le due raccolte, redatte a cinque anni di distanza l’una dall’altra, hanno in comune voci come capacità di risolvere problemi complessi, pensiero critico, gestione delle persone.

Perché un elenco alternativo

Secondo Work Futures, queste competenze sono datate e non tengono conto dei cambiamenti introdotti dalla digitalizzazione e dalla robottizzazione. Per operare in un mondo del lavoro sempre più complesso, dunque, il sito propone una serie alternativa di qualità valide per manager e dipendenti.

Le nuove forme della creatività

Fra le competenze indicate da Work Futures, la più importante riguarda la curiosità, considerata la chiave per rimanere flessibili e adattabili. Non a caso, è il primo tratto ricercato da Google nei candidati: per l’azienda di Mountain View, infatti, l’abilità cognitiva è considerata una variabile più importante del quoziente di intelligenza. La creatività smetterà di essere un peculiarità di poche persone e diventerà il tratto distintivo di ogni lavoratore, di ogni processo, di ogni momento, perché l’innovazione è il fondamento del business.

Attenzione alle conseguenze

Sempre a proposito di persone interessate ad andare oltre le frontiere del pensiero convenzionale, sotto la voce logistica di progettazione, oltre alla capacità di disegnare oggetti, programmi e interfacce, figura l’abilità di immaginare le implicazioni e le conseguenze di un’applicazione o di una novità.

Navigare l’incertezza

Constructive uncertainty, cioè l'incertezza costruttiva, è un modo di rallentare il processo di decisione per raccogliere ulteriori informazioni che possono aiutare a bypassare il pregiudizio del nostro sistema cognitivo. Addirittura, c’è chi suggerisce di dissentire deliberatamente con le prospettive e le osservazioni che faremmo normalmente per dirigere lo sguardo verso direzioni che diversamente rimarrebbero esplorate.  

Un nuovo rapporto con i robot

Freestyling: anche i computer più evoluti non sono molto bravi nel valutare le situazioni di ambiguità e questo spiega perché la relazione uomo-macchina sia migliore di quanto le macchine possano fare da sole e dimostra come ci sia spazio per un elemento umano. Sta agli uomini, dunque, imparare a gestire la relazione con i robot e l’intelligenza artificiale per fare in modo che sia qualcosa di profittevole. 

Calcolare le implicazioni 

Etiche complesse devono prendere il posto di visioni semplicistiche, per comprendere le variabili in gioco e i trade-off necessari a ogni livello. Una variabile da considerare è la posterità: mentre dobbiamo imparare dalla storia, il sito americano ricorda che non dobbiamo esserne condizionati, soprattutto in un tempo in cui molte delle cose che stanno accadendo non sono mai successe prima. 

Tipi diversi di leadership

Il concetto di “emergent leadership”, invece, è l’abilità di governare le cose anche senza averne l’autorità per farlo, ma grazie alle competenze sociali. Si tratta di una qualità che implica anche la capacità di essere un leader efficace attraverso la cessione del controllo. Il sense making, invece, è la capacità di dare un senso captando variabili e intuizioni per mettere in pratica forme di decisione critica.

Uno sguardo allargato

Lavoratori caratterizzati da un approccio da “ampi generalisti” sono in grado di individuare le connessioni e le interazioni su cui si basano sistemi complessi, in uno scenario in cui la capacità di adattarsi sarà la norma. Mentre la maggior parte dei generalisti si muovono all’interno di uno spazio poco profondo di competenze, i generalisti del futuro uniscono la profondità di conoscenza degli specialisti all’ampiezza dei generalisti. 

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