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Economia

Lavoro: la disoccupazione, quella vera, è sopra il 17%

I risultati di una ricerca dell'Ires-Cgil, che tiene conto degli "scoraggiati": gli italiani che ormai non cercano più un impiego, perché pensano di non trovarlo

Un giovane legge le offerte di lavoro (Credits: Franco Silvi/Ansa)

Secondo i dati ufficiali dell'Istat, i disoccupati in Italia sono poco più di 2,7 milioni, corrispondenti al 10,7% della popolazione attiva: una cifra leggermente superiore alla media europea (10,4%). Ma la “vera disoccupazione”, che sfugge ai freddi numeri delle statistiche, è in realtà molto più alta e raggiunge nel nostro paese almeno il 17-18%.

A dirlo sono i dati contenuti in uno studio dell'Ires , istituto di ricerca della Cgil, che tiene conto di due categorie di persone, fortemente colpite dalla crisi economica: i lavoratori in cassa integrazione e gli italiani “scoraggiati”, cioè quelli che ormai non cercano più un posto di lavoro, perché pensano di non riuscire a trovarlo.

GLI ULTIMI DATI UFFICIALI SULLA DISOCCUPAZIONE

Si tratta di un universo di  1 milione e 664mila potenziali lavoratori che, aggiunti ai cassintegrati e ai 2,7 milioni di disoccupati ufficiali, raggiungono la cifra record di 4,4 milioni di persone. E' la gran massa di nostri connazionali che, a detta dei ricercatori dell'Ires-Cgil, oggi riempie la vasta area della sofferenza e del disagio sociale, ingigantita dalla crisi economica degli ultimi 5 anni. Nel 2007, infatti, i “disagiati” italiani (cioè i disoccupati ufficiali più le persone che ormai hanno rinunciato a cercare un posto di lavoro) erano in totale quasi la metà di oggi: poco più di 2,4 milioni, corrispondenti a circa il 10% della popolazione attiva.

SOPRA LA MEDIA EUROPEA.

A ben guardare, secondo l'Ires, il numero di persone che non vanno a caccia di un impiego (pur essendo in teoria disponibili a lavorare) raggiunge addirittura la soglia di 3,2 milioni, pari al 12,5% della popolazione attiva: un dato pari a circa il triplo della media europea. Tra questi, però, c'è chi dichiara di aver rinunciato alla ricerca per le ragioni più svariate: ad esempio per motivi familiari o di salute, perché è in attesa di una risposta da un precedente colloquio di lavoro o perché non è disponibile a iniziare a lavorare subito e ha deciso di prendersi una pausa di riflessione.

A preoccupare di più è  dunque l'universo degli scoraggiati: quel milione e 600 mila italiani che ha ormai risposto nel cassetto il curriculum vitae, poiché non ha speranza di trovare un posto. Purtroppo, si tratta molto spesso di donne (1,15 milioni) e più raramente di uomini (circa 500mila). Inoltre, occorre ricordare che l'universo degli scoraggiati sta crescendo a ritmo impetuoso: nel secondo trimestre di quest'anno è aumentato infatti di oltre il 15% (22% tra le donne) rispetto allo stesso periodo del 2011. Adesso, tutti aspettano di vedere quali saranno nel 2012 e nel 2013 gli effetti  dell'ultima riforma del lavoro voluta dal ministro del welfare, Elsa Fornero, che ha lo scopo di aumentare l'occupazione, combattere il precariato e la “flessibilità cattiva” ma che, da più parti, è già stata bersagliata di critiche severe.

TUTTO SULLA RIFORMA DEL LAVORO

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