Economia

Disoccupazione: negli Usa quella femminile è da record

Per la prima volta in sei anni le donne senza lavoro sono più degli uomini. In Italia è sempre stato così

Donne pi

Dagli Stati Uniti, arriva un dato che fa riflettere chi segue gli sforzi per il raggiungimento delle pari opportunità fra uomini e donne.

Come si può evincere dal grafico di questa settimana, pubblicato da The New York Times e che vi proponiamo qui sotto per la prima volta in sei anni oltreoceano il tasso di disoccupazione femminile (linea blu nel grafico) ha superato, di pochissimo, quello maschile (linea rossa). Entrambi i valori superano di poco il 7%, e il grafico si riferisce alle persone di età superiore ai venti anni. Elementi, questi, che non modificano molto le conclusioni.

L'andamento del tasso di disoccupazione elaborato in base al sesso si spiega piuttosto facilmente. Le ricadute occupazionali della crisi economica internazionale negli Stati Uniti hanno pesato soprattutto in alcuni settori dove i lavoratori sono tradizionalmente più uomini che donne: si tratta del comparto automobilistico e, più in generale, dell'industria meccanica e manifatturiera. Non è un caso quindi che il tasso di disoccupazione sia aumentato vertiginosamente dal 2008 (circa 4%) al 2010 (anno in cui superava il 10%), per poi riposizionarsi sull'attuale 7%.

Ora che le imprese stanno ricominciando ad assumere e che molti disoccupati sono usciti definitivamente dalla forza lavoro, infatti, il tasso di disoccupazione maschile si è riassestato e si sta riequilibrando con quello femminile, che invece ha subito meno la crisi perché negli Stati Uniti le donne sono spesso impiegate nella pubblica amministrazione, caratterizzata da significative rigidità in uscita. Tra il 2010 e il 2011, quando gli uomini soffrivano per una disoccupazione record, il tasso femminile si è mantenuto sull'8%.

Queste dinamiche, tuttavia, colpiscono il lettore italiano per un'altra ragione: cioè per il fatto stesso che i livelli di disoccupazione maschile e femminile siano comparabili e che la disoccupazione maschile possa, in ragione del ciclo economico, superare abbondantemente quella femminile. In Italia, infatti, siamo molto lontani da simili scenari: la disoccupazione femminile, da noi, è mediamente di due punti percentuali sempre superiore a quella maschile. Un dato ancor più preoccupante nell'ottica di una parità nella partecipazione alla vita economica del Paese, se letto insieme a quello relativo al tasso di occupazione: solo un terzo degli uomini e più di metà delle donne non fanno parte della forza lavoro nazionale. In altre parole, le donne, al pari dei giovani (ne abbiamo già parlato ) sono le grandi escluse dal mondo del lavoro.

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