Economia

Crescita economica, consumi e percezioni

Canada e Svizzera i paesi più ottimisti. Bene anche Australia e Stati Uniti e Svezia. Spagna, Italia e Giappone arrancano.

Lo skyline di Toronto (Credits: GEOFF ROBINS/AFP/Getty Images)

Quanto sono affidabili le previsioni degli economisti? E quelle dei consumatori? E' possibile affidarsi a stime e impressioni per provare a calcolare come si muoverà l'economia? Sì e no. Sì perché le statistiche sono a prescindere molto utili per tracciare un andamento. No perché i consumi interni non sono certo l'unica variabile da prendere in considerazione per capire se i mercati sono reattivi oppure no. Lo conferma il nostro grafico della settimana , pubblicato da The Economist.

Il settimanale inglese si confronta ogni mese con un gruppo di economisti per chiedere loro quali potranno essere, dal loro punto di vista, gli andamenti più probabili del Prodotto interno lordo, dei consumi e gli equilibri della bilancia dei pagamenti. Un'altra società che si occupa di ricerca, Nielsen, intervista ogni tre mesi gruppi di consumatori interrogandoli sullo stato delle loro finanze e cercando di capire se percepiscono l'andamento dei mercati dei loro paesi con ottimismo o pessimismo. Ebbene, incrociando questi dati è facile capire come le percezioni non siano sempre allineate, ma anche quanto si influenzino le une con le altre.

Il grafico di questa settimana, però, ci spiega molte altre cose. Anzitutto ci fa notare che in un paio di nazioni le persone hanno ricominciato a osservare i dati sulla crescita con ottimismo. Stiamo parlando del Canada e della Svizzera, paesi in cui questo spirito positivo è persino riuscito a influenzare positivamente le rispettive previsioni di crescita. Miglioramenti hanno caratterizzato anche altre nazioni, come Stati Uniti, Germania, Austria, Svezia, Belgio e Francia, in cui, tuttavia, non è possibile riscontrare lo stesso ottimismo di Canada e Svizzera semplicemente perché in questi due paesi le difficoltà economiche sono state parzialmente superate.

Australia, Regno Unito e Italia sono rimaste più o meno allo stesso livello. Anche se questa situazione riflette tre diversi scenari. Buono nel primo caso, discreto nel secondo, difficile nel terzo. La percezione sull'andamento della Spagna è peggiorata, anche questa volta perché il paese continua ad arrancare, mentre l'ottimismo dei giapponesi è significativamente aumentato. Eppure, in questo caso, e in netta controtendenza con quanto registrato in tutte le altre nazioni che compongono il campione, le previsioni di crescita sono state riviste al ribasso, peggiorando dello 0,7%! Il motivo? Lo abbiamo già anticipato: l'aumento dei consumi interni non basta per trainare un'intera economia. Servono anche investimeti ed esportazioni. E soprattutto da quest'ultimo punto di vista il Giappone non se la passa particolarmente bene.

 
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