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Economia

Affitti sempre più cari, da Londra a Pechino - il grafico della settimana

La causa delle oscillazioni? Crisi finanziaria, pacchetti di stimoli per l'economia e austerità

case

Crisi finanziaria, pacchetti di stimoli per l'economia e austerità si riflettono anche nelle oscillazioni dei costi per gli affitti degli uffici in tutto il mondo. Lo dimostra un grafico pubblicato da The Economist , realizzato con dati recentissimi distribuiti da Jones Lang LaSalle, società di consulenza finanziaria specializzata in servizi immobiliari.

Per capire chi resiste alla crisi e chi no, i dati sugli affitti possono essere letti in due modi. Prendendo in considerazione da un lato l'andamento dei prezzi per metro quadrato, dall'altro l'incremento nel numero degli immobili effettivament occupati.

Importanti novità caratterizzano la fascia più alta della classifica. Dove Londra supera Hong Kong con poco meno di 1.700 dollari al metro contro i circa 1.550. Questo perché gli affitti nella capitale finanziaria del Vecchio Continente sono rimasti più o meno stabili negli ultimi dodici mesi, una situazione che ha portato la percentuale di uffici vuoti a 5,3. Nel regno della finanza asiatica, invece, gli effetti di una politica interessata a tenere sotto controllo una crescita di prezzi apparentemente inarrestabile si sono sentiti. E Hong Kong ha perso il suo primato grazie a un calo degli affitti del 12% rispetto all'anno precedente e ha contemporaneamente ridotto il numero di stanze vuote al 3,4%.

La percentuale di immobili rimasta senza un locatario ha raggiunto livelli preoccupanti a Mosca (14,7%), San Paolo (11,9), New York (10,5), Shanghai (14,1), Mumbai (20,5), San Francisco (13,5), Francoforte (13,4) e Dubai, dove è stato segnato il record del 35%.

In alcune di queste metropoli, come San Francisco, San Paolo, Shanghai e New York, gli uffici sono rimasti vuoti soprattutto perché gli affitti sono cresciuti moltissimo: +24, 21, 8 e 7% rispettivamente. Più preoccupanti sono i casi di Mumbai, Mosca, Dubai e Francoforte. Dove i prezzi sono rimasti stabili. E dove, di conseguenza, la chiusura degli uffici è una diretta conseguenza della crisi. Emblematico è invece il caso di Pechino, dovegli affitti sono amentati del 45% e solo il 6,8% degli immobili è rimasto vuoto. Un trend che conferma che, nonostante la crisi, la Cina continua a crescere.

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