Economia

Gratta e Vinci, Superenalotto, Win For Life: lo Stato vince meno del previsto

Nel 2012 l'Erario ha incassato 55 milioni con la tassa della fortuna. Un terzo di quanto sperato

Una ricevitoria del centro storico di Roma dove si tenta la fortuna giocando al SuperEnalotto (Credits: ANSA / MARIO DE RENZIS)

La crisi si fa sentire anche nel mondo di giochi e scommesse: perfino gli amanti della dea bendata spendono meno e il risultato sono entrate inferiori alle previsioni per lo Stato. La conferma arriva dai dati relativi alla cosiddetta "tassa sulla fortuna": introdotta lo scorso anno, in 12 mesi ha fruttato un gettito di 55 milioni di euro. Un piccolo tesoretto, che però risulta di molto inferiore rispetto alle aspettative del ministero dell'Economia, che aveva stimato un introito da 150 milioni l'anno. Tre volte di più.

Lo Stato comunque porta a casa un montepremi di certo più ricco di quello dei giocatori. Quella che in molti hanno considerato una vera e propria "gabella", è infatti una trattenuta sulle vincite superiori ai 500 euro pari al 6%. La decisione di introdurre la tassa sulla fortuna non è piaciuta a chi frequenta abitualmente le sale da gioco o semplicemente acquista con periodicità i "Gratta e Vinci", tanto che, almeno per quanto riguarda le videolottery la misura è stata sospesa dopo appena pochi giorni dalla sua introduzione, nello stesso gennaio del 2012, in seguito ad un ricorso al Tar, che ha poi rinviato la questione alla Corte Costituzionale.

Secondo i calcoli di Agicos , l'Agenzia giornalistica Concorsi e Scommesse, anche se la tassa fosse stata applicata alle videolottery, comunque il gettito per l'Erario si sarebbe fermato a 115 milioni di euro, sempre il 20% in meno di quanto sperato. Proprio le macchinette che si trovano in locali come bar e tabaccherie, infatti, avrebbero potuto portare nelle casse statali qualcosa come 60 milioni di euro, visto che in soli 13 giorni (tanto è durata la tassa sulle videolottery) aveva garantito 2 milioni di euro.

I maggiori "contribuenti" dunque restano i Gratta e Vinci, che hanno portato un incasso di 35 milioni di euro.

A seguire, si trova invece il Superenalotto, che ha fruttato 16 milioni di euro. In particolare, determinante è stato il contributo dei 4 jackpot, che complessivamente hanno regalato ai giocatori 151,8 milioni di euro con lo Stato che ha potuto incassare 9,1 milioni senza neppure fare i conti con le probabilità di azzeccare i numeri vincenti.

Quanto agli altri giochi, Win for Life ha permesso all'Erario di guadagnare 1,8 milioni, mentre restano un'ottima fonte di gettito statale le vecchie formule di gioco, aggiornate a febbraio con le nuove versioni Viva l'Italia, Grattacieli e Cassaforte. Le sole rendite hanno permesso di incassare oltre 600 mila euro, cifra a cui si aggiungono i 300 mila euro dei premi promozionali da un milione. Con Si vince tutto lo Stato ha poi guadagnato 600 mila euro.

Purtroppo per giocatori e scommettitori, anche sulle vincite che prevedono un vitalizio, come il Win for Life, viene applicata la tassa sulla fortuna: in questo caso, così come per i Gratta e Vinci e analoghi, il prelievo scatta ogni mese e prosegue per tutta la durata prevista dalle regole del gioco, e così per lo Stato si tratta solo di aspettare 10 o 20 anni per riscuotere l'intera somma a proprio credito.

Insomma, le casse pubbliche ci guadagnano sempre.

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