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Economia

Prima di diventare grandi, i grandi di Wall Street hanno cominciato dal basso

Nove storie inattese dei manager che hanno fatto la storia della finanza con la forza del proprio talento

Il sindaco di New York City Michael Bloomberg parla durante una conferenza stampa (AP Photo/Karly Domb Sadof)

Le incredbili vicende di pesi massimi della finanza come Warren Buffett, Michael Bloomberg, T. Boone Pickens o Lloyd Blankfein. In comune, un passato umile (o umilissimo) e un talento straordinariamente precoce. Ecco da dove hanno cominciato alcuni fra gli uomini più potenti della terra.

Dalle pagine gialle al supermercato della finanza

Sandy Weill, figlio di due immigrati polacchi ed ex ceo e chairman di Citigroup, ha cominiciato a lavorare alla metà degli anni Cinquanta, vendendo pagine gialle a New York. Anche se, a quanto racconta, preferiva le sale giochi. Il suo ingresso a Wall Stret passa da una società di brokeraggio e i suoi primi clienti sono sua madre e sua moglie Joan. All’ex ragazzino di Brooklyn va la paternità di quello che, nel bene e nel male, è stato soprannominato, il supermercato della finanza.

Chewing gum, Coca-Cola e flipper per Warren Buffett

L’esordio è all’età di sei anni, quando Warren Buffett – che ha sempre dimostrato un particolare interesse per risparmire e fare soldi – comincia a vendere porta a porta pacchetti di gomme da masticare. I suo catalogo, all’epoca, comprende anche Coca-Cola e giornali. La sua prima dichirazione dei redditi è del 1944 (Buffett ha 14 anni e porta una deduzione da 35 dollari per la bicicletta e l’orologio che usa nella distribuzione dei giornali). L’anno successivo, con un amico, spende 25 dollari per acquistare un flipper usato che installano in un negozio di barbiere. In pochi mesi, arrivano a possedere diversi flipper distribuiti in altrettanti negozi. Grazie anche ad altre attività, alla fine del college Buffett aveva già accumulato risparmi per 90mila dollari. Chairman e ceo di Berkshire Hathaway è considerato uno degli investitori di maggiore successo. Secondo Forbes, la sua fortuna è stimabile in 44 miliardi di dollari.

Giornali e la crescita per acquisizioni

E’ cresciuto in Oklahoma T. Boone Pickens, dove comincia a consegnare i giornali da teen-ager e rivela il suo senso per gli affari perchè riesce ad acquisisce nuovi giri e ad aumentare il suo business, passando da 28 a 156 giornali. Un’esperienza che, ha raccontato, gli è servita per imparare come crescere velocemente attraverso acquisizioni. Oggi, chairman di BP Capital Management con una fortuna da 1,4 miliardi di dollari, è anche autore di un piano per l’indipendenza energetica degli stati uniti battezzato, appunto, “The Pickens Plan”.

Dall’esercito a un romanzo mancato

Julian Robertson, dopo la laurea all’Università della North Carolina, presta servizio per due anni nell’esercito americano. Nel 1957, inizia a lavorare come apprendista per Kidder Peabody & Company. E poi, inaspettatamente, parte con la famiglia per la Nuova Zelanda, dove si trattiene un anno con l’ambizione di scrivere un romanzo. Al suo ritorno nel 1980, finanziato da amici e familiari, dà vita a Tiger Management Company, uno dei fondi di investimento di maggior successo al mondo. Per Forbes, è adesso un uomo da 2,5 miliardi di dollari.

Il caddy del golf club di Wall Street

Figlio di un musicista jazz, Ray Dalio, all’età di 12 anni, lavorava come caddy in un golf club frequentato da esponenti di Wall Street. Il futuro fondatore del fondo di investimento Bridgewater Associates, considerato a oggi il manager di maggior successo nell’ambito dell’hedge fund, guadagnava sei dollari per ogni borsa trasportata. Ed è stato raggranellando queste piccole somme che ha potuto comprare per 300 dollari le azioni di Northeast Airlines che, dopo la fusione con un’altra compagnia, gli ha permesso di triplicare il proprio investimento con cui ha dato vita a un impero da dieci miliardi di dollari. Time, come se non bastasse, l’ha inserito nel suo elenco delle persone più influenti del mondo.

Venditore ambulante e bagnino nel passato di Lloyd Blankfein

Lloyd Blankfein prima di diventare Lloyd Blankfein (cioè ceo e chairman di Goldman Sachs) vendeva caramelle, soft drink e panini allo Yankee Stadium. Nato in un sobborgo a Brooklyn, arrotondava le sue entrate facendo il bagnino. Il suo primo lavoro è stato come avvocato specializzato in tasse e, nei primi anni Ottanta, è entrato nella divisione trading di metalli preziosi di Goldman Sachs a Londra. Nel 2011, ha portato a casa 16,1 milioni di dollari.

Il parcheggiatore che diventò sindaco

Per pagare le tasse universitare alla Johns Hopkins University, Michael Bloomberg lavorava come parcheggiatore. Il suo primo lavoro è stato come apprendista presso Salomon Brothers nel 1966 da cui, nel 1981, è stato licenziato. Per Bloomberg è stata l’occasione per lanciare la sua IT company, l’impero mediatico noto in tutto il mondo. Adesso, come in un romanzo, è sindaco di New York e vanta un patrimonio da 22 miliardi di dollari.

Il panettiere dai risultati scolastici scadenti

John Stumpf, oggi ceo di Wells Fargo, è nato in una famiglia di undici figli ed è cresciuto in una fattoria del Minnesota. I mezzi limitati della famiglia (John ha condiviso una stanza con i fratelli fino a che non si è sposato) e i cattivi risultati scolastici lo hanno portato a fare il panettiere nel villaggio in cui è nato. Un anno più tardi è ammesso con riserva alla St Cloud State University dove arriva comunque a guadagnarsi la laurea. Entrato in Northwestern National Bank, si costruisce una carriera fino al vertice e oggi, dopo il rebranding, è ceo e chairman di Wells Fargo & Co. Lo scorso anno, ha portarsi a casa 19,8 milioni di dollari.

Dai sacchetti di noci all’Mba, passando per la dislessia

Il primo lavoro di Charles “Chuck” Schwab è stato quello di impacchettare le noci. Nato in California nel 1937 ha scoperto solo all’età di 40 anni di essere dislessico, cosa che non gli ha impedito di laurearsi a Stanford in economia e di prendere successivamente un Mba. Nel 1963, dà vita con due amici a una newletter finanziaria che, nel momento di maggior successo, ha tremila abbonati (al prezzo di 84 dollari) e solo nel 1971, Schwab passa alla pratica, muovendo i primi passi nell’impero finanziario che porta il suo nome. Oggi ha una fortuna stimati da 3,5 miliardi di dollari.

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