La storia della FIAT negli Stati Uniti inizia quasi vent'anni prima della nascita della Chrysler. È il 1908 quando il fondatore della casa torinese decide di aprire uno stabilimento per la produzione di due modelli di lusso, la 60HP e la precedente 16-20HP. I numeri sono da artigianato, e la piccola fabbrica di Poughkeepsie (NY) chiuderà appena dopo la fine della Grande Guerra.

Il marchio torinese tornerà dopo oltre 30 anni con alcuni dei modelli che stavano per motorizzare l'Italia (600 nella versione "Multipla", 1100 e 1200). I numeri rimasero assolutamente trascurabili fino all'introduzione della 124 Spider che ebbe un discreto successo e fece salire le vendite del marchio attorno alle 100mila unità. A cavallo tra gli anni '70 e '80 la Fiat tentò di penetrare il mercato a stelle e strisce lanciando due tra i modelli di punta in Italia: la 131 (commercializzata con il nome "Brava") e la Ritmo (con il nome "Strada"). Purtroppo la scarsa qualità costruttiva, l'inaffidabilità della meccanica e la scarsissima resistenza dei lamierati alla ruggine fecero sì che lo storico marchio fosse addirittura denigrato, tanto che l'acronimo FIAT divenne "Fix It Again Tony", ossia: "Aggiustala ancora Tony!". L'avventura della casa torinese negli USA terminerà con il ritiro definitivo dal mercato nordamericano nel 1983.

Solamente nel 2009 la FIAT, sotto la guida dell'italo-canadese Sergio Marchionne, farà ritorno negli States con l'acquisizione del 20% di Chrysler Automobiles LLC. Il primo modello lanciato in USA sarà la citycar 500, prodotta negli stabilimenti FCA messicani. Anche il settore veicoli commerciali ha visto l'ingresso di fiat tramite il rebadging del Ducato con il marchio Dodge Ram. Nel 2016 ha fatto ritorno sulle strade americane la nuova 124 Spider, alla vigilia della dichiarazione del colosso automobilistico di volere investire circa 1 miliardo di dollari negli Stati Uniti per la produzione negli stabilimenti in Michighan e Ohio. Il presidente eletto Donald Trump ha pubblicamente ringraziato il CEO di FCA Marchionne per la scelta in linea con la politica del neopresidente, in contrasto con la delocalizzazione produttiva degli ultimi 20 anni.

© Riproduzione Riservata

Commenti

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>