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L’Olanda è in una bolla immobiliare

I Paesi Bassi rischiano di affondare nella peggiore crisi immobiliare dopo quella spagnola. E, in vista delle elezioni, voltano le spalle all’austerità tedesca

Ricordate il crollo del settore immobiliare in Spagna, nel 2008? Si sta ripetendo ora nella virtuosa e rigorista Olanda. Il Koninklijke Bam Groep, principale costruttore olandese, si aspetta un calo dei prezzi delle case del 25-30 per cento fra 2012 e 2013. «Sarà un tonfo che ci porterà molto vicino al fondo» ha sintetizzato l’amministratore delegato del Bam, Nico de Vries, che si attende una ripresa «non prima del 2015».

Il valore degli immobili è già sceso del 15 per cento rispetto al 2008, ma con una flessione lenta e graduale. Al momento i Paesi Bassi hanno il debito privato pro capite più alto dell’eurozona e i mutui per la casa olandesi valgono il 105 per cento del pil. Un immobile su quattro è «sott’acqua», cioè è sceso a un valore molto più basso di quello che il proprietario, con il suo mutuo, sta pagando. Sono cifre che complicano la campagna elettorale del Partito liberale, al governo fino allo scorso aprile, quando l’esecutivo è scivolato mentre cercava di fare approvare nuove misure di austerità. Visto dove ha portato la politica del rigore voluta da liberali e laburisti, gli olandesi si stanno spostando a sinistra. I sondaggi danno i socialisti in testa alle imminenti elezioni del 12 settembre.

È un problema per Angela Merkel: se vincerà il partito guidato da Emile Roemer, a sostenere l’austerità senza se e senza ma in Europa resteranno solo Finlandia e Germania.

«La situazione dei Paesi Bassi dimostra che la stabilità richiede molto più dei conti fiscali in ordine» dice a Panorama Domenico Lombardi, economista della Brookings Institution di Washington. «I trattati e i meccanismi di sorveglianza europei si concentrano quasi solo sulla finanza pubblica e rischiano di cogliere in ritardo l’aggravarsi delle situazioni vulnerabili nel settore privato.

È già successo in Irlanda, uno dei paesi più virtuosi dell’eurozona, che è stato portato sull’orlo della bancarotta dal suo settore finanziario». La paura del contagio, dice Lombardi, non parla più solo greco: «La crisi olandese dei mutui può aumentare la pressione su Germania e Italia, rendendo la crisi nell’eurozona una crisi dell’eurozona».

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