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Grecia, le sfide economiche del governo Tsipras

Riforma delle pensioni, privatizzazioni, stop alle agevolazioni fiscali per l'agricoltura. Cosa deve fare il premier ellenico per avere i soldi dall'Ue

Riforme ad Atene e soldi da Bruxelles. Dopo la vittoria elettorale di Alexis Tsipras nelle elezioni greche di ieri, il destino della Repubblica Ellenica torna a essere ancorato agli accordi che lo stesso leader di Syriza ha siglato l'Unione Europea nei mesi scorsi e che si basano appunto su uno scambio dai contenuti inequivocabili. Se il governo di Atene metterà in cantiere un piano di ben 35 riforme, l'Ue continuerà a sostenere la Grecia, erogando aiuti finanziari per la bellezza di 86 miliardi di euro. A dire il vero, le riforme sono già partite nel luglio scorso, subito dopo quell'intesa raggiunta tra Tsipras e i principali leader europei, con estenuanti trattative notturne. Nella politica economica della Grecia, però, restano da sciogliere alcuni nodi, legati alle manovre previdenziali e fiscali che il governo dovrà attuare nei prossimi mesi, oltre a un intenso programma di privatizzazioni.


La vittoria di Tsipras in Grecia


Gioielli di Stato in vendita

Sono proprio le privatizzazioni uno dei più importanti tasselli dell'agenda di riforme imposte dall'Europa a Tsipras. Il premier greco ha fatto molte concessioni su questo fronte e si è impegnato a venere beni e industrie dello stato per un totale di 6,4 miliardi entro il 2017. Ce la farà? Anche se i target del 2015 non verranno raggiunti, l'obiettivo finale per gli anni successivi non sembra affatto impossibile. Le prime operazioni importanti, infatti, sono in fase conclusiva o avanzata. E' il caso della privatizzazione degli aeroporti regionali (che finiranno alla tedesca Fraport) o della vendita del porto del Pireo, le cui offerte dovranno essere presentate entro fine ottobre. Il programma di dismissioni dei gioielli di stato è però ben più ampio e investe pure i settori dei trasporti ferroviari e dell'elettricità.


Addio pensioni baby

Tra le misure già messe in cantiere durante l'estate dal governo di Atene, c'è l'eliminazione delle pensioni baby e dei trattamenti privilegiati per decine e decine di categorie professionali che possono mettersi a riposo molto prima dei 60 anni. I provvedimenti in materia di previdenza, che prevedono anche l'innalzamento graduale dell'età pensionabile fino a 67 anni, erano già stati accettati da tempo da Tsipras ma provocheranno ancora malcontento nel paese.


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Stretta sugli agricoltori

Tra le riforme più delicate per Atene, c'è anche quella che prevede la fine delle agevolazioni fiscali per il settore agricolo. La materia è spinosa perché i coltivatori ellenici sono da tempo sul piede di guerra e hanno dato vita ad animate proteste negli anni scorsi, con blocchi stradali e manifestazioni, anche sotto i governi di coalizione che hanno preceduto quello di Tsipras.



Il fardello del debito

Solo dopo aver portato in fase avanzata le riforme, il governo greco potrà tentare di aprire un negoziato sul suo debito che oggi ammonta a quasi il 170% del pil e che anche il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) giudica insostenibile. Molti paesi europei sono contrari a un nuovo haircut, cioè a un taglio del valore nominale indebitamento dopo quello già effettuato nel 2012. Persino la Germania, tuttavia, è possibilista sull'ipotesi di una rimodulazione delle scadenze dei pagamenti dovuti da Atene.

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